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Il grande ritorno degli Hate: gli anni 80 non sono mai stati così vicini! Il grande ritorno degli Hate: gli anni 80 non sono mai stati così vicini!

Il grande ritorno degli Hate: gli anni 80 non sono mai stati così vicini!

recensioni

gruppo
titolo
Useful Junk
etichetta
Diamonds Prod
Anno

PROVENIENZA: Italia

GENERE: Hard Rock/Metal

LINE UP:

Enzo Vittoria - Voce/Basso

David Caradonna - Chitarra

Luca Lopez - Batteria

Sebastiano Rusca - Batteria

 

TRACKLIST:

1. Play it Louder

2. Jenny

3. Do the Right Thing

4. Your Troubles

5. Puoring Rain

6. City of Dreams

7. This Game

opinioni autore

 
Il grande ritorno degli Hate: gli anni 80 non sono mai stati così vicini! 2018-12-02 17:20:03 Marianna
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Marianna    02 Dicembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 03 Dicembre, 2018
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Recensire una band storica come gli Hate genera sempre un po' di ansia, soprattutto dopo una così lunga attesa.
Le origini del gruppo risalgono a metà degli anni Ottanta quando Enzo Vittoria, David “Dido” Caradonna e Luca Lopez, decisero di dare vita a questo interessante progetto; in seguito si aggiunse Daniele Ainis a completare la line-up.
Era l'epoca del grande cambiamento politico, del desiderio di dimenticare le difficoltà del decennio precedente con uno spirito forte e che guardava al futuro. In questo scenario, tra “Paninari” e “Yuppies”, a Genova prendono vita gli Hate con il loro Hard Rock duro, pronto a far “scapocciare” i giovani metallari dell'epoca.
Dal 1986 al 1989 l'attività della band è proficua di successo e materiale (registrarono ben due Ep ndr.); concerti e festival di vario calibro non mancano. Una fama che cresceva anno dopo anno, tanto che gli stessi Necrodeath (allora agli esordi ndr.) nel 1986, al Teatro Verdi di Sestri Ponente, ne aprirono il concerto. Sembrava una lunga ascesa finché, nel 1989, si ebbe la dipartita del giovanissimo Daniele Ainis; la tragedia colpì così duramente il gruppo che decisero di mettere in pausa il progetto.

Arriviamo al 2018 ed "Useful Junk", dopo quasi trenta anni, vede la luce; “Play it Louder” apre le danze di questo travolgente “tuffo nel passato”. La voce trascinante e da “vecchio Bluesman” di Enzo, ci fa rivivere le atmosfere anni '80 che attraversano, senza sosta, tutto l'album. “Jenny” porta con sè una carica irrefrenabile, la classica canzone che potrebbe ben rappresentare tutte le donne amanti del Rock. Ne segue “Do the Right Thing”, è il brano che, forse, più si distacca dagli altri; atmosfere quasi mistiche, anni Settanta e dal sapore Led Zeppelin (evidente nel ritornello ndr.), in cui voce struggente e lunghi giri di chitarra, fanno da padroni.
“Your Troubles” (letteralmente “i tuoi guai”) resta, a mio avviso, la traccia migliore dell'intero album; forte di un ritornello orecchiabile, viene spontaneo unirsi ad Enzo e cantare in corro assieme a lui. Braccia alzate, headbanging, t-shirts sbiadite ed improvvisati “air guitar”, ecco lo scenario che, grazie alla sua grande forza musicale, riesce ad evocare. Dalla voglia di far festa come veri rockers, si passa a “Puoring Rain”, pezzo che ben combina tratti melodici (quasi a sfiorare la ballad), alla grinta tipica degli Hate. La “chitarra alla Slash” e la voce graffiante di Enzo, incantano l'ascoltatore; il gruppo non delude nemmeno in questa breve parentesi “soft”.
“City of Dreams” è il brano scelto per presentare "Useful Junk", probabilmente perché portatore di tutte le caratteristiche che ben rappresentano i Nostri, ovvero: potenza, Hard Rock vecchia scuola, ritornelli che si “stampano nel cervello” e pezzi che dal vivo, sicuramente, non ti lasciano fermo un attimo. A conclusione di questo viaggio nostalgico: "This Game"; ineccepibile chiusura di un lavoro meritevole e tanto atteso.

Se anche voi avete ascoltato "Useful Junk", mi viene spontaneo chiedere: “Ma lo avete mosso il piedino a tempo?”, perché io non sono riuscita a trattenermi! Un full-length davvero energico, evocativo di un genere musicale che si è perso con il passare degli anni e che, purtroppo, mai più toccherà vette di creatività così alte. Grazie a questo lavoro (ben fatto e registrato con cura e passione), possiamo fare un salto indietro nel tempo ed apprezzare il vero Hard Rock. Un disco “Heavy” per la forza che sprigiona e Rock per il genere di cui si fa portavoce in cui le contaminazioni Blues si combinano perfettamente alle sopracitate influenze. Il mix che ne deriva, a sua volta, dà vita ad un prodotto musicale per nulla banale e ricco di spunti futuri; siamo sicuri, che dopo “la lunga pausa”, l'estro della band non si sia affatto esaurito! Forti di un nuovo membro (il chitarrista Sebastiano “Seba” Rusca ndr.), devono aver ritrovato la spinta giusta per ripartire in quanto si percepisce la grande emotività che il gruppo vuole trasmettere. L'aria è intrinseca del desiderio di riunirsi con il pubblico lasciato “a bocca asciutta” per troppo tempo, della voglia di tornare a calcare i palchi e, perché no, bere birra tutti insieme come una volta. Lo stesso artwork diventa emblema di questo “spirito di rinascita”: ascoltare questa ultima fatica vi farà rimanere gli Hate impressi addosso per sempre, così come un tatuaggio!
In conclusione, "Useful Junk", si presenta come il prosieguo di un progetto musicale mai del tutto “accantonato” e sempre vivo nei cuori di chi gli anni Ottanta li ha davvero vissuti ed assaporati a pieno. Un viaggio, quello degli Hate, che riparte dal 2018; ricco di aspettative e nuova linfa, speriamo li porti a calcare ancora tanti palchi in giro per l'Italia.
Ascoltateli e rivivrete le lotte tra metallari e paninari e, magari, vi tornerà in mente la vostra folta chioma!

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