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Gli Anguish Force non brillano di forza creativa. Gli Anguish Force non brillano di forza creativa.

Gli Anguish Force non brillano di forza creativa.

recensioni

titolo
Chapter VII
etichetta
Dawn of Sadness
Anno

PROVENIENZA: Italia

GENERE: Heavy Metal / Speed / Thrash

LINE UP:

Kinnall - Voce

Pemmel - Batteria
Luk Az - Chitarra

Tumbler - Basso

Lgd - Chitarra

 

TRACKLIST:

1. Chapter 7 (Intro)

2. Karma's Revenge

3. Don't Lose the Way

4. The Other 11th September 

5. Planned Earthquake

6. Under the Streets

7. Waiting for the Call

8. The Punishment

9. The Book of the Devil

10. So It Was

11. Thunder of the Tundra (Bonus Track)

opinioni autore

 
Gli Anguish Force non brillano di forza creativa. 2018-12-08 17:37:44 Marianna
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Marianna    08 Dicembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 08 Dicembre, 2018
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La band altoatesina Anguish Force torna a farsi sentire con un nuovo album: Chapter VII. Attivi già dal 1995, dapprima con il nome Anguish e successivamente con il definitivo Anguish Force, non hanno avuto una line-up mai del tutto stabile; sebbene la formazione subisse delle variazioni, la direzione musicale proseguiva sempre per la strada del Metal anni 80'.

Chapter VII si apre con la title-track instrumental, di gradevole ascolto e meritevole per gli assoli di chitarra, ma niente di più, tant'è che dobbiamo “saltare” alla traccia numero tre per trovare qualcosa di davvero meritevole. “Don't Lose the War” ha quella matrice Heavy Old School che può far presa sul metallaro “vecchio stampo”; la voce sporca e graffiante di Kinnall, unita al ritmo incalzante, tiene in piedi un buon pezzo. “The Other 11Th September” si caratterizza per un spiccata velocità ed un intermezzo che vede “fronteggiarsi” chitarra e basso i quali, ognuno con i propri spazi, mettono in scena un duello a colpi di ultimo assolo. Se la vera “forza” di questo album è rappresentata dalla parte strumentale, sulla voce forse sarebbe meglio perfezionarsi; “Planned Earthquake” e “Waiting for the Call” ne sono un esempio. I cori non coinvolgono l'ascoltatore; abbastanza scadenti, alternano fasi più o meno concitate (pare fosse quello lo scopo ndr.) a tentati acuti da parte del cantante. “The Punishment”, si apre con una melodia tipica del Medio Oriente che rimanda alla preghiera islamica del mattino, sembra di ascoltare l'adhān che risveglia l'animo del credente; una buona intro ed uno spunto creativo che, purtroppo, non si sono saputi sfruttare a pieno. Qualche breve richiamo melodico qua e la nel ritornello accompagnato dalla solita (mancata) forza corale: non sentiamo la “spinta” giusta tipica del Thrash o del Heavy che ci porterebbe a "scapocciare".
A conclusione di Chapter VII troviamo “So It Was”, brano dalle sfumature “classiche”, lente, accompagnate dai dolci suoni del violino; Kinnall si fa più accorato ed accompagna una musicalità malinconica, dando vita ad un pezzo che, apparentemente, spicca rispetto agli altri. Dal minuti 5:32 tutto però cambia, ritornando al solito e, per nulla interessante, suono; il richiamo al Power Metal, mediante il fallito tentativo di proporre una voce che “dovrebbe” raggiungere tonalità più acute, non porta allo scopo desiderato.
A chiusura di tutto troviamo “Thunder in the Tundra”, cover dei Thor di buona riuscita.

L'ultima fatica degli Anguish Force non è particolarmente apprezzabile; se le parti strumentali ricche di grandi assoli, riffs, imponenti chitarre e basso marcato, sono spesso ripetitive ma “orecchiabili”, per il cantato la storia cambia. La voce graffiante di Kinnall è tollerabile, ma la “forzatura” che si riscontra negli acuti o nei cori, non sono sopportabili; nella deprecabile ipotesi che dal vivo questi “sforzi” vocali vengano messi in atto, non so quanto il riscontro del pubblico possa essere positivo.
Il genere che la band propone è un mix di Speed, Thrash, Heavy con influenze Hard Rock e Power Metal, riscontrabili in tutto l'album ma che, tuttavia, non lo rendono un prodotto che “spicca” tra gli altri.
La mancanza di “forza” unita a quella di spinta creativa, la quale dovrebbe indurre l'ascoltatore a scatenarsi in fragorosi headbanging, non rendono benevolo il giudizio finale.
Gli Anguish Force devono lavorare ancora molto sul materiale da proporre cercando di far emergere la loro personalità e, possibilmente, essere più “brillanti” nei lavori successivi.

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