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Un debutto non memorabile per gli americani ScreamKing Un debutto non memorabile per gli americani ScreamKing

Un debutto non memorabile per gli americani ScreamKing

recensioni

titolo
"Evilibrium"
etichetta
Alone Records
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Evilibrium

2.      Facing the enemy

3.      The harbor master

4.      Salem

5.      Death witch

6.      Time device

7.      Syrena

8.      The black jackal

9.      Into the never

10.  Faster than fate

11.  Heart of a champion

 

 

LINE-UP:

Joe Lawson – Vocals

Rafael Hernandez – Guitars

opinioni autore

 
Un debutto non memorabile per gli americani ScreamKing 2018-12-15 16:21:10 Ninni Cangiano
voto 
 
1.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    15 Dicembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Proseguiamo l’analisi dei dischi pervenutici recentemente dalla Alone Records e parliamo questa volta di “Evilibrium”, debut album degli americani ScreamKing uscito inizialmente nel 2013, come autoproduzione, poi licenziato dalla label greca nel 2017. Dal logo non facilmente comprensibile della band, mi sarei aspettato un metal tendente all’estremo (genere inusuale per l’etichetta greca), invece mi sono trovato ad ascoltare un heavy metal molto old-style, con qualche spruzzata thrash e qualche digressione nel power. Nulla di originale o che non abbiano suonato in tanti altri prima di questi statunitensi; spesso però mi sono ritrovato ad affermare che si può anche passare sopra la mancanza di originalità, se unita ad un sound godibile, ma purtroppo non è questo il caso degli ScreamKing. Già la registrazione non eccezionale (un po’ troppo “vintage”) non predispone positivamente, poi la voce in falsetto urlato dello screamer Joe Lawson non affascina per niente, anzi spesso tende ad essere di disturbo, in quanto abbastanza esagerata. Unite a questo delle parti strumentali che sembrano alcune volte buttate a casaccio, con gli strumenti che se ne vanno ognuno per conto proprio e che creano un amalgama sonoro tutt’altro che coinvolgente ed affascinante e capirete il motivo della stroncatura. Mi sono costretto a ripetuti ascolti, con la speranza di trovare qualcosa che magari mi fosse sfuggito in precedenza, ma ogni volta arrivavo alla fine del disco con enorme fatica, complice anche il fatto che alcuni pezzi durano anche eccessivamente e sembrano non finire mai (nonostante sfondino solo i 6 minuti...). C’è poco da salvare in questo disco e mi sorprende come la Alone Records abbia deciso di licenziarlo, dato che obiettivamente di qualità parecchio inferiore alla media dello loro uscite. Nel 2017 gli ScreamKing hanno realizzato anche un secondo album autoprodotto, dal titolo “Tiranny of the sea”... mi auguro migliore di questo loro debutto!

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