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Hornwood Fell, l'Italia estrema che va supportata! Hornwood Fell, l'Italia estrema che va supportata!

Hornwood Fell, l'Italia estrema che va supportata!

recensioni

titolo
Inferus
etichetta
Share Your Pain Records
Anno

Tracklist:

1. Tetro

2. Inferno 

3. Morte

opinioni autore

 
Hornwood Fell, l'Italia estrema che va supportata! 2018-12-16 11:20:43 Rob M
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Rob M    16 Dicembre, 2018
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Ci son state davvero parecchie bands negli ultimi tempi che hanno intentato questa unione di stili ed intenti ma davvero poche riescono a creare un certo livello di equilibrio all'interno di un contesto black metal senza scadere in tecnicismi che si rifacciano al death eppur mantenendo una certa indipendenza stilistica. In questo contesto si pongono gli italiani Hornwood Fell. Un progetto che potrebbe dar filo da torcere a tutti coloro che concentrano il loro sound su un mix malsano tra Ulcerate e Deathspell Omega, data la loro innata passione per la creazione di musica non convenzionale anche da questo punto di vista.
In questo mondo di contrasti, luci ed ombre, questi ragazzi sembrano aver trovato il loro spazio, il loro modo di essere ed esprimersi, con audacia ed intelligenza. Anzitutto l'approccio vocale va sottolineato come sperimentale e poco avvezzo ai classici canoni estremi. Di fatto i nostri si ripropongono con ringhi e urla degne di Sangue Nero e Lust in un risultato che sa di blasfemo e profano ma che ha tutto il fascino di una lingua esotica in un filone che non ha quasi mai dato voce a certe idee. Dall'altro il riffing, spezzato ed anch'esso sperimentale (basti pensare al primo brano "Tetro" per farsi un'idea), il drumming schizzato, e l'uso della rumoristica come elemento aggiuntivo in questo mondo di spettri.
I nostri riescono a portare sul tavolo un prodotto che prende le distanze dai suoi predecessori. Senza mezzi termini, "Inferus" cerca di trovare il suo spazio ed esprime questa volontá da parte della band al 200%.
I tre brani qui presenti si muovono nella stessa direzione e cercano di sorprendere per poi stordire, come ragno che si ciba delle sue prede imprigionate in una rete che non lascia vie di fuga. Il malessere che scaturisce da questa esperienza ha un sapore amaro ma allo stesso tempo inebriante. I nostri esprimono in appena quindici minuti tutta la follia che aleggia attorno al progetto ed i risultati son tanto inquietanti quanto portentosi.
Un EP, questo, che mette in mostra un progetto che fará presto parlare di sé e che mette in risalto i lavori precedenti della band come il punto di partenza per una nuova direzione stilistica coinvolgente e straziante! L'Italia non smette piú di sorprendermi!

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