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Dawn Ahead, thrash ispirato agli USA, ma dalla Germania Dawn Ahead, thrash ispirato agli USA, ma dalla Germania Hot

Dawn Ahead, thrash ispirato agli USA, ma dalla Germania

recensioni

titolo
"A trip of violence"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

 

TRACKLIST:

1.      Sinister thoughts

2.      A trip into the dark

3.      A taste of violence

4.      The betrayal

5.      The one and only

 

 

LINE-UP:

Christian 'Chrischaan' Wilsberg (vocals)

Thomas Wolf (guitar)

Marcel Martin (guitar)

Alfonso 'Pocho' Meija (bass)

Jan Bechtloff (drums)

opinioni autore

 
Dawn Ahead, thrash ispirato agli USA, ma dalla Germania 2018-12-16 18:03:19 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    16 Dicembre, 2018
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I Dawn Ahead arrivano dalla Germania sono stati fondati nel 2011 ed, oltre a questo E.P. intitolato “Trip of violence”, hanno all’attivo un’altro EP sempre autoprodotto nel 2014. Dopo quindi 4 anni, i Dawn Ahead tornano a farsi sentire con un lavoro di 5 pezzi, della durata di poco meno di mezz’ora. Il loro thrash non è però ispirato alla scuola tedesca di gente come Kreator o Sodom, ma strizza l’occhio alla Bay-Area americana, con le due chitarre in ottima evidenza per le parti soliste ed, in genere, per un lavoro molto tecnico che, in alcuni passaggi, mi ha fatto venire in mente i migliori Megadeth. Ciò che da subito non convince è la voce di “Chrischaan”, discreta ma non eccezionale; quando poi si lascia andare ad un growling degno del più becero brutal death, decisamente andiamo fuori contesto, con danni che sembrerebbero quelli di un treno lanciato a folle velocità che improvvisamente deraglia. Sinceramente ho provato fastidio nell’ascoltare queste urla brutali che davvero non c’entravano niente con il sound della band. E mi dispiace doverlo sottolineare, perchè musicalmente i Dawn Ahead sono davvero validi; se il loro singer si limitasse alle clean vocals, pur non risultando strepitoso, sarebbe sicuramente accettabile, ma in quella maniera così violenta semplicemente non c’azzecca niente; basta ascoltare l’opener “Sinister thoughts” o anche “The betrayal” per rendersi conto dell’evidenza. Tra i lati positivi, riscontriamo l’ottima prestazione del batterista Jan Bechtloff, autore di quel tupa-tupa che fa impazzire ogni thrasher che si rispetti, nonché sempre frizzante e poliedrico. Delle chitarre abbiamo già parlato, mentre forse resta un po’ troppo sacrificato in sottofondo il basso del colombiano “Pocho” ma, trattandosi di un’autoproduzione, non possiamo pretendere la luna nel pozzo, pur se un maggiore protagonismo sarebbe auspicabile in futuro. Con “Trip of violence”, i Dawn Ahead non inventano nulla di nuovo (ma sicuramente non era questo il loro scopo), non passeranno alla storia del thrash, ma comunque hanno realizzato un disco discreto, che avrebbe potuto raccogliere la sufficienza con un cantato differente.

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