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Tornano dopo dieci anni con un disco davvero ben fatto i Forest of Shadows Tornano dopo dieci anni con un disco davvero ben fatto i Forest of Shadows Hot

Tornano dopo dieci anni con un disco davvero ben fatto i Forest of Shadows

recensioni

titolo
Among the Dormant Watchers
etichetta
Inverse Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Melodic Doom/Death Metal 

FFO: (early) Katatonia, Swallow the Sun, October Tide, My Dying Bride 

LINE UP: 
Niclas Frohagen - vocals, all instruments 

TRACKLIST: 
1. Self Inflicted Torment [10:37] 
2. Drowned by Guilt [09:06] 
3. Lost Within [05:57] 
4. Dogs of Chernobyl [12:55] 
5. We, the Shameless [05:20] 
6. Lullaby [08:30] 
7. Yours to Devour [14:13] 

Running time: 1:06:38 

opinioni autore

 
Tornano dopo dieci anni con un disco davvero ben fatto i Forest of Shadows 2018-12-16 19:52:23 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    16 Dicembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

"Among the Dormant Watchers", edito dalla finlandese Inverse Records, è il terzo album della one man band svedese Forest of Shadows; formatasi nel '97 come progetto solista di Niclas Frohagen, FoF diventa poi un duo con l'ingresso in formazione del polistrumentista Micce Andersson ed è con questa line up che che l'act svedese pubblica lo spettacolare EP "Where Dreams Turn to Dust"; due anni dopo Frohagen rimane di nuovo sola mente del progetto, rilasciando gli album "Departure" nel 2004 e "Six Waves of Woe" nel 2008.

Si è fatto dunque attendere ben dieci anni questo nuovo lavoro della one man band svedese; una lunga attesa che, almeno per chi già conosceva questo progetto, non è stata vana, visto l'ottimo lavoro svolto da Frohagen in "Among...". Un disco, quest'ultimo di FoS, fatto per essere ascoltato soprattutto con le proprie emozioni: il Doom/Death melodico ed estremamente atmosferico del nostro, infatti, ha quell'aurea plumbea e malinconica che riesce ad andare benissimo oltre il semplice ascolto. Ascoltando brani decisamente belli - nonostante la lunghezza - come "Self Inflicted Torment", "Drowned by Guilt" o "Lullaby" si possono sprecare i paragoni con gruppi come primi Katatonia e My Dying Bride (su tutti), sia sul piano prettamente musicale che per una questione di feeling (no battute, please...). Il mood quasi luttuoso dei FoS sfocia in un sound in cui trasudano solitudine e tristezza, con anche il lavoro vocale di Frohagen a metterci il carico: ora pulito, malinconico, quasi rassegnato, ora un growl possente ma dal quale traspare disperazione - ed in quei momenti è impossibile non accostarli agli October Tide -.

In Svezia, si sa, sono maestri assoluti per quanto riguarda questo genere. Accanto a nomi ben più noti è da annoverare, per gli amanti di queste cupe sonorità, anche quello dei Forest of Shadows, progetto che sulle prime potrebbe pagare i dieci anni di assenza ma che, grazie ad un bel lavoro com'è "Among the Dormant Watchers" potrà senz'altro recuperare il tempo perduto.

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