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Tra melodic death e folk, questo terzo album degli svizzeri Abinchova risulta troppo prolisso Tra melodic death e folk, questo terzo album degli svizzeri Abinchova risulta troppo prolisso Hot

Tra melodic death e folk, questo terzo album degli svizzeri Abinchova risulta troppo prolisso

recensioni

gruppo
titolo
Weltenwanderer
etichetta
Massacre Records
Anno

Tracklist:

  • 01. Präludium
  • 02. Weltenwanderer
  • 03. Lichtfänger
  • 04. Schatzhüter
  • 05. Eulenmann
  • 06. Gewässerdieb
  • 07. Nachtlied
  • 08. Gestaltenwandler
  • 09. Liedermacher
  • 10. Pestwind
  • 11. Tannkönig
  • 12. Adlermädchen
  • 13. Sennenpuppe

Line-up:

  • Arnaud Hilfiker- Vocals
  • Manuel Wiget - Bass
  • Michael Maierhofer- Guitar
  • Mischa Blaser - Drums
  • Nora Lang - Vocals, Violin
  • Patricia Lang - Keyboard
  • Serge Hauri - Guitar

opinioni autore

 
Tra melodic death e folk, questo terzo album degli svizzeri Abinchova risulta troppo prolisso 2019-01-08 19:46:36 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    08 Gennaio, 2019
Ultimo aggiornamento: 08 Gennaio, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Conoscevo già (non benissimo) gli svizzeri Abinchova e la loro proposta: un melodic death molto alla Insomnium ingentilito ulteriormente dalla voce femminile, dalla presenza del violino e da un approccio tendente al folk. Un bel mix, sicuramente non canonico ed interessante! Già, peccato solamente che nella loro ultima fatica "Weltenwanderer", la band riesce a malapena a raggiungere la sufficienza per un solo e semplice motivo: è un album, questo, che sfocia troppo nell'anonimato risultando prolisso e quasi noioso.
Cerco di spiegarmi meglio. Da un punto di vista prettamente stilistico e di competenza musicale, non ho assolutamente nulla da dire, tanto che è un punto che sorvolerò in questa recensione essendo un dato di fatto che gli Abinchova sappiano suonare: ottimi riff, suoni cristallini, groove sostenuto... l'impalcatura c'è. Cosa c'è che non va? La monotonia dell'approccio che fa calare l'entusiasmo dell'ascoltatore brano dopo brano: come puoi proporre un album di dodici tracce, per un totale di oltre un'ora di ascolto, se poi i due terzi di queste sono uguali? Come si può pensare di proporre pezzi senza personalità e sperare che l'ascoltatore non si addormenti? Ecco qual è il "solo" difetto di questo "Weltenwanderer", il quale mostra una band che potrei additare con l'odiosa frase:" è brava ma non si applica". Brava perché qualcosa che si salva c'è, ovvero la parte iniziale dell'album: qui troviamo tracce come l'omonima "Weltenwanderer", "Lichtfänger" e "Schatzhüter" davvero molto fresche e godibili, un vero turbinio nel quale le chitarre squillano, il violino in sottofondo crea quell'atmosfera alla Eluveitie e la bellissima voce di Nora impreziosiscono il tutto. Un fuoco di paglia però dato che il resto è praticamente un copia/incolla nel quale neanche mi accorgevo di passare da un brano all'altro. Questo è il vero problema dell'album!
La prossima volta mettete meno tracce o fate in modo che ciascun pezzo sia una colonna portante dell'intero lavoro.

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