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Minneriket, oltre al marciume.. verso il cestino! Minneriket, oltre al marciume.. verso il cestino! Hot

Minneriket, oltre al marciume.. verso il cestino!

recensioni

titolo
Anima Sola
etichetta
Akslen Black Art Records
Anno

Tracklist:

1. Tro, håp og kjærlighet05:40

2. An All Too Human Heart03:33

3. When Life Gets Sick, the Dead Grow Strong04:00

4. I Am the Serpent Son04:34

5. Between Infinity and Melancholy07:35

6. Det lyset jeg ikke kan se13:26

7. Sorger er tyngst i solskinn06:10

8. Alle hjerter banker ei04:52

9. Smerte, skjønnhet og Satan03:30

10. Time for Suicide02:27

opinioni autore

 
Minneriket, oltre al marciume.. verso il cestino! 2019-01-20 17:59:58 Rob M
voto 
 
1.5
Opinione inserita da Rob M    20 Gennaio, 2019
Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nonostante il titolo, questo disco non arriva dall'Italia, ma bensí dalla Norvegia. Un lavoro che non rappresenta i primi passi del project one man band Minneriket e che, devo ammettere, mi ha lasciato abbastanza spiazzato. Questo senso di incompiuto viene purtroppo dall'unione di idee ed atmosfere davvero ottime con soluzioni che spesso lascian il tempo che trovano e danno una sensazione di superficialità. Credo infatti che in certi momenti la proposta avrebbe potuto godere di scelte migliori e che potessero lasciar da una parte un certo lato pacchiano, per potersi magari avventurare in territori ben diversi.
Questa mancanza di fondo lascia il lavoro abbastanza anonimo ed affossa le idee invece valide che si posson ascoltare nei frangenti migliori. "Tro, håp og kjærlighet", il brano introduttivo, é l'esempio calzante di questo lato immaturo della proposta e secondo me uno tra i brani piú indecisi dell'intero disco. Togliendo il lato drum-machine, che sarebbe potuto essere anch'esso migliorato, ma che comunque ha il suo fascino, il riffing non é sempre tra i migliori e il panning delle voci ha piú un effetto cacofonico che viscerale (un qualcosa che in questo tipo di black metal non apprezzo particolarmente, dato che le atmosfere vengon quasi rovinate dalla caoticitá delle voci). Ci son episodi davvero inutili, come nel caso di "Det lyset jeg ikke kan se", e l'intera parte iniziale che poi viene salvata dalla conclusiva, seppur a mala pena.
L'intero disco va avanti cosí, senza né arte né parte. Se le buone idee fossero state condensate in meno brani, ci si sarebbe potuti trovare davanti ad un buon lavoro, ma davvero non ci siamo. Un disco che non fa la differenza, che non si erge stabilmente sui lavori precedenti e che, al giorno d'oggi, lascia tanto a desiderare. Non perché non sia facilmente catalogabile, ma perché le idee buone non riescono a trovare lo spazio che dovrebbero ed il tutto porta inesorabilmente ad uno stato di noia e consequente cestinaggio. Un peccato.

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