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Un concept album maturo e ben congegnato per i marchigiani Over Dead in Over Un concept album maturo e ben congegnato per i marchigiani Over Dead in Over

Un concept album maturo e ben congegnato per i marchigiani Over Dead in Over

recensioni

titolo
Alone
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Thrash/Death Metal 

FFO: The Haunted, Darkane, Dimenson Zero, Meshuggah 

LINE UP: 
Stefano Mencarelli - vocals 
Luca Giacchetti - guitars 
Mauro Bonfiglio - guitars 
Alessio Corinaldesi - bass 
Diego Marinangeli - drums 

TRACKLIST: 
1. Flower [03:41] 
2. Tears from the Past [05:11] 
3. Waiting for Daylight [06:24] 
4. Father [02:25] 
5. The Mirror Gaze [05:27] 
6. Speaking to Her [05:22] 

Running time: 28:30 

opinioni autore

 
Un concept album maturo e ben congegnato per i marchigiani Over Dead in Over 2019-02-03 15:14:35 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    03 Febbraio, 2019
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Secondo album per gli anconetani Over Dead in Over (acronimo: O.D.I.O.), band formatasi quindi anni or sono e che nel corso della propria carriera ha avuto i classici problemi che assalgono quasi ogni band esistente, soprattutto in quanto a formazione, tanto da arrivare ad uno split momentaneo. Ripartono nel 2008 e tre anni dopo arriva "Resolution Formula", il debut album della band marchigiana: sono passati quindi sette anni da quel loro debutto ed il qui in esame "Alone", secondo lavoro - come detto - il cui titolo ha una duplice spiegazione che va a rifarsi al concept alla base dell'album; dall'inglese con significato 'solo / da solo', sta ad indicare che ognuno è responsabile della propria vita e che siamo noi a decidere il nostro cammino (e qui un appunto: la forma corretta per questo significato sarebbe "on my/your/his/ecc. own"), mentre la parola italiana 'alone' indicano quegli aloni d'insoddisfazione che portano alcuni di noi a non godersi il proprio presente e la propria vita.
Concept album, dicevamo... un concept particolare quello degli O.D.I.O., una vera e propria storia con un inizio ed una fine con un tema di fondo che, se la memoria non m'inganna, è probabilmente affrontato per la prima volta in maniera così approfondita; la storia alla base di "Alone" vede protagonista un uomo che a partire dal regalo di sua figlia, un fiore di carta, viene trasportato dai pensieri nel proprio passato ed al difficile rapporto col proprio padre, che l'ha costretto a seguire le proprie orme e ad adottare la propria ottica di vita; col dipanarsi del concept, il protagonista si rende conto che è stato lui stesso a scegliere il proprio percorso e che suo padre ha tentato nella sua vita solo di dargli protezione, arrivando infine a ringraziare la figlia per avergli permesso questa riflessione (il brano "Speaking to Her"... e qui l'English grammar-nazi esce fuori di nuovo: "Talking"...). Il concept è molto ben strutturato e dimostra come gli O.D.I.O. si siano messi d'impegno nel scrivere questo disco, con ogni passaggio della storia ben ponderato. Passando al piano prettamente musicale - "Era ora!", penserete voi -, gli O.D.I.O. sono dediti ad un Thrash/Death nettamente di matrice svedese, con un'attenzione particolare a buonissime melodie ed un incessante groove di fondo: impossibile non pensare a certi lavori dei The Haunted, ascoltando "Alone". I nostri non disprezzano poi passaggi più intricati e cervellotici di meshugghiana influenza, soprattutto nella seconda parte del lavoro. Un lavoro, questo "Alone", che funziona benissimo: come detto poc'anzi, il songwriting appare da subito particolarmente ispirato e la messa in scena è resa molto bene sia dal punto di vista strumentale che per l'ottimo lavoro vocale di Stefano Mencarelli, che con la sua prova passa ognuno degli stati d'animo del protagonista.
Insomma, "Alone" degli O.D.I.O. è un lavoro che si prende la promozione in suprlace; aiutati da una buona produzione - opera di Alessandro vagnoni, 'ex batterista di Dark Lunacy e Infernal Poetry -, i cinque ragazzi marchigiani ci regalano un disco maturo, il cui ascolto è più che consigliato.

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