A+ A A-
 

Vandor, un debutto ancora alquanto acerbo Vandor, un debutto ancora alquanto acerbo

Vandor, un debutto ancora alquanto acerbo

recensioni

gruppo
titolo
"In the land of Vandor"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Dark times

2.      Wrath of the night

3.      Beneath the sky

4.      Warriors of time

5.      Possessive eyes

6.      Uncover the Earth

7.      Serving their needs

8.      With bleeding hands I stand

9.      The land of Vandor

10.  In the shadows

 

 

LINE-UP:

Vide Bjerde - Lead Vocals, Guitar

Alve Bjerde - Vocals, Bass

Jack L. Stroem - Vocals, Lead Guitar

Uno Rosengren - Vocals, Synth, Piano

Robin Risander - Drums

 

Guest appearances by:

Anja Hedenskog - Vocals

August Svärdström - Drums

opinioni autore

 
Vandor, un debutto ancora alquanto acerbo 2019-02-03 17:31:03 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    03 Febbraio, 2019
Ultimo aggiornamento: 03 Febbraio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Vandor si formano nel 2015 nella patria del melodic death metal, Gothenburg in Svezia, ma, contrariamente alla maggioranza dei loro compaesani, decidono di suonare altro: power metal! “In the land of Vandor” è il loro debut album, uscito a fine gennaio in autoproduzione, composto da 8 pezzi, cui si aggiungono le solite (quanto inutili) intro ed outro, e dotato di un artwork fra i più brutti che mi siano capitati negli ultimi anni, con il solito dragone (tra l’altro proprio poco affascinante) ed il solito guerriero incappucciato con spadone... insomma, se uno si fermasse a giudicare il prodotto solo dall’immagine con cui viene presentato, sarebbe da stroncarlo immediatamente! Ma non ci fermiamo qui ed andiamo ad ascoltare la musica dei Vandor. Da appassionato di tali sonorità, mi sono messo molto ben propenso all’ascolto ed i primi 4 pezzi, pur non brillando per originalità e freschezza (la band si ispira chiaramente alla scena power scandinava), lasciavano ben sperare; è stato con l’arrivo della lunga, troppo lunga suite “Uncover the Earth” che sono iniziati i problemi. Parliamoci chiaro, se questo brano avesse una durata di 4-5 minuti sarebbe anche piacevole, ma 14 minuti sono un’infinità in un pezzo che non sa essere interessante per tutta la sua durata e che spesso fa venire la tentazione di skippare oltre. La restante parte dell’album si mantiene su questo livello mediocre (fatta eccezione per la valida title-track), senza particolari spunti interessanti e senza canzoni che siano in grado di destare l’attenzione. Aggiungete che il singer Vide Bjerde non ha una voce eccezionale e non entusiasma praticamente mai, tanto che mi sono spesso ritrovato a domandarmi come sarebbero stati questi pezzi con un cantante migliore... ecco, forse il buon Vide farebbe bene a concentrarsi solo sulla sua chitarra e cercare un’ugola più squillante ed espressiva, al fine di migliorare le sorti delle composizioni della band. Da segnalare che, tra i files ricevuti, vi è anche un’undicesima traccia che è la versione acustica del pezzo “Possessive eyes”, che però non compare nelle varie tracklists trovate in rete. “In the land of Vandor” è un debut album, con diverse ingenuità e banalità, ma le doti non mi sembra che manchino a questi cinque musicisti (specie al bassista Alve Bjerde) che, a patto di trovare un cantante più capace, potranno sicuramente migliorare in futuro. Al momento, complice anche lo scadente artwork, non sono in grado di raggiungere la sufficienza.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Il secondo disco dei Thornbridge è davvero notevole
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Accept: terrore sinfonico on stage
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Suidakra propongono un album Celtic acustico lontano dalla loro discografia.
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
TrollfesT: I folk-troll norvegesi tornano con una nuova esplosiva miscela di stili
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Halcyon Way: la band di Atlanta di nuovo alla carica
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Gli Ancient Bards ed il secondo capitolo della "Black crystal sword saga"
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il sesto album dei Belladonna, come sempre molto eleganti
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un'onesta uscita questo terzo disco dei bielorussi Vistery
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Troppo breve il demo dei Tensor per poterne dare un giudizio completo
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Vandor, un debutto ancora alquanto acerbo
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla