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Troppo breve il demo dei Tensor per poterne dare un giudizio completo Troppo breve il demo dei Tensor per poterne dare un giudizio completo Hot

Troppo breve il demo dei Tensor per poterne dare un giudizio completo

recensioni

gruppo
titolo
The Collector
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Belgio 

GENERE: Technical Thrash/Death Metal 

FFO: Voivod, Coroner, Vektor, Mekong Delta 

LINE UP: 
Kenny Molly - vocals 
Pieter Clerens - guitars 
Jeroen D'Hauwers - guitars 
Nicky Frissyn - bass 
Ruben Vranken - drums 

TRACKLIST: 
1. The Collector [04:32] 
2. The End of Apprehension [03:20] 

Running time: 07:52 

Nota: il voto presente è indicativo, in quanto quello reale sarebbe S.V. (senza voto) // this is a non-rated review

opinioni autore

 
Troppo breve il demo dei Tensor per poterne dare un giudizio completo 2019-02-03 19:27:33 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    03 Febbraio, 2019
Ultimo aggiornamento: 03 Febbraio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Debuttano con questo pezzo di due pezzi i belgi Tensor, band presentatasi come Progressive Death Metal... ma erroneamente, per chi vi scrive; lo stile del quintetto belga è infatti più un Technical Thrash/Death, in cui le influenze maggiori sembrano provenire da gruppi come Voivod e Coroner: Progressive Death e Technical Death sono ben altra cosa. Fatto questo piccolo ma doveroso appunto, possiamo passare a parlare dei due brani che compongono "The Collector", brevissimo demo - quasi otto minuti di durata totale - con cui i Tensor si presentano al pubblico. Nonostante la durata tremendamente esigua non permetta di poter dare un voto reale a questo lavoro, c'è però qualcosa che di sicuro riesce a balzare all'orecchio, e ci riferiamo soprattutto a due fattori rilevanti come l'impatto che il quintetto belga riesce a dare ai due brani, pur mantenendo un certo gusto per la melodia - soprattutto nella title-track - e per il groove, e la tecnica dei nostri: questi ragazzi ci sanno decisamente stare con uno strumento in mano e sanno come far fruttare le loro doti, soprattutto il drummer Ruben Vranken, senza nulla togliere a nessuno.
Due pezzi sono davvero troppo poco per poter dare un giudizio completo; possiamo certo dire che le premesse sembrano essere abbastanza buone, ma per poterne essere sicuri dobbiamo per forza di cose aspettare un lavoro su di una distanza ben più lunga di questa.

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