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Per gli indonesiani Osmed un debut album che piacerà di sicuro agli amanti del Brutal Death Per gli indonesiani Osmed un debut album che piacerà di sicuro agli amanti del Brutal Death

Per gli indonesiani Osmed un debut album che piacerà di sicuro agli amanti del Brutal Death

recensioni

gruppo
titolo
Territory of Warfare
etichetta
Brute! Productions
Anno

PROVENIENZA: Indonesia 

GENERE: Brutal Death Metal 

FFO: Disavowed, Devourment, Gorgasm, Putrid Pile 

LINE UP:
Rio Pambudi - vocals
Bagus Wijie - guitars
Syarif Hidayatullah - bass
Nippo Prasetiyo - drums 

TRACKLIST: 
1. Intro [02:44] 
2. Antithesis [02:22] 
3. Sanctity of the Norm [03:18] 
4. Human Case Hatred [02:59] 
5. Rhethoric of the Struggle [03:14] 
6. Warfare the Punishment [03:13] 
7. Territory of Warfare [03:07] 
8. Bloodshed [03:04] 
9. Panegyric for Enmity [02:41] 
10. Outro (The Requiem Mass) [02:10] 

Running time: 28:52 

opinioni autore

 
Per gli indonesiani Osmed un debut album che piacerà di sicuro agli amanti del Brutal Death 2019-02-04 16:23:20 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    04 Febbraio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tolte le come sempre quanto mai inutili intro ed outro, dura poco meno di 25 minuti "Territory of Warfare", debut album dei brutal death metallers indonesiani Osmed. L'album prodotto dalla Brute! Productions - etichetta connazionale del quartetto di Jakarta - è la seconda uscita ufficiale per la band asiatica, dopo un EP datato 2015 a titolo "Ultimate of Realms Ruination" (e ad onor di cronaca ci sarebbe un demo del 2017 in cui compaiono due pezzi che finiranno poi in quest'album), e ci presenta una band dedita al più puro e semplice - si fa per dire - Brutal Death Metal in pieno rispetto degli stilemi di gruppi quali Devorment, Disavowed e brutale compagnia. Ciò significa che questo lavoro lo si può apprezzare come no, dipende da quale sia il punto di vista da cui la si guarda; il lavoro degli Osmed non si discosta di una virgola da quanto già fatto innumerevoli volte da un numero abnorme di bands prima di loro, questo è un fatto, ma ciò non vuol dire che "Territory of Warfare" sia un album brutto o noioso: potrebbe esserlo magari solo per chi non è abituato a queste sonorità, visto che potrebbe trovare gli incessanti blast beat ed il riffingwork dei nostri simili gli uni dagli altri, mentre invece gli amanti di questo particolare stile Brutal più diretto e sfrontato arriverà a godersi questi poco più di 20 minuti di mazzate senza fine. Odio e guerra sono il filo conduttore degli otto brani che compongono quest'album - ovviamente non stiamo contando intro ed outro -, in cui gli Osmed badano essenzialmente ad andare alla carica dando il maggior impatto possibile, senza preoccuparsi del resto.
E' un album, "Territory of Warfare", suonato dalla band indonesiana con attitudine e passione, e questo è tutto ciò che basta per rendere quest'uscita appetibile per i fans del genere, specie per chi in questi casi vuole solo godersi senza pensieri una scarica di brutale Death Metal.

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