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Prosegue senza cali né guizzi la carriera dei Deserted Fear Prosegue senza cali né guizzi la carriera dei Deserted Fear Hot

Prosegue senza cali né guizzi la carriera dei Deserted Fear

recensioni

titolo
Drowned by Humanity
etichetta
Century Media Records
Anno

PROVENIENZA: Germania 

GENERE: Death Metal 

FFO: Bolt Thrower, Benediction, Hail of Bullets, Dark Tranquillity 

LINE UP: 
Manuel Glatter - vocals, guitars 
Fabian Hildebrandt - guitars, bass 
Simon Mengs - drums 

TRACKLIST: 
1. Intro [01:41] 
2. All Will Fall [03:47] 
3. An Everlasting Dawn [03:33] 
4. The Final Chapter [04:07] 
5. Reflect the Storm [03:48] 
6. Across the Open Sea [00:27] 
7. Welcome to Reality [04:18] 
8. Stench of Misery [03:57] 
9. A Breathing Soul [04:20] 
10. Sins from the Past [03:18] 
11. Scars of Wisdom [05:15] 
La versione digitale contiene anche due bonus tracks, "Die in Vain" e "Tearof my Throne (re-recorded)"

Running time: 38:31 

opinioni autore

 
Prosegue senza cali né guizzi la carriera dei Deserted Fear 2019-02-08 16:30:43 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    08 Febbraio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Attivi ormai da dodici anni, i tedeschi Deserted Fear possono essere considerati da sempre come uno dei migliori gregari della scena Death Metal europea. Con quattro album all'attivo, l'ultimo dei quali è il qui in esame "Drowned by Humanity" (secondo per Century Media), i ragazzi di Eisenberg non hanno mai tirato fuori un brutto lavoro, ma né tanto meno hanno mai regalato un disco che risultasse essere assolutamente memorabile. Tutte prestazioni tutto sommato soddisfacenti insomma per i Deserted Fear, trend che si ripete anche in questa loro ultima fatica, in cui troviamo la compattezza sonora di gruppi come Bolt Thrower e Hail of Bullets insieme a melodiche armonie che ricordano i Dark Tranquillity. In special modo appartiene a questa seconda categoria "Reflect the Storm", brano che funziona alla perfezione proprio per questo suo incedere prettamente MeloDeath. Il fatto che il trio in formazione sia insieme dagli esordi si nota dall'affiatamento che traspare dalle loro composizioni: i Deserted Fear si muovono come un'unica macchina che tra riff rocciosi ed aperture melodiche riesce a mettere insieme un disco interessante dall'inizio alla fine senza subire cali di sorta, seppur in taluni casi i nostri sembra non siano riusciti a sviluppare del tutto le loro idee: capitano infatti momenti in cui le melodie non sono catchy quanto occorrerebbe, ad esempio, o che qualche riff non abbia la "cattiveria" necessaria ("Stench of Misery" ne è un esempio per tutti e due i casi). Questo, come detto, comunque non fa di "Drowned by Humanity" un brutto disco, è solo un difetto che, diciamocelo, i Deserted Fear si portano dietro da sempre: in fondo lo dicevamo in apertura che la band tedesca è da considerare tra i buoni gregari della scena. I Deserted Fear vengono dalla gavetta, sono riusciti a raccogliere un curriculum live di tutto rispetto: onesti mestieranti che sono riusciti a trovarsi nel più classico dei "al posto giusto, nel momento giusto". Proseguendo in quella che è una consuetudine della loro carriera, "Drowned by Humanity" non farà gridare al miracolo, ma è comunque un'opera che il suo 7 se lo porta a casa.

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