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Per i Bloody Invasion un album monotono e che sa troppo di già sentito Per i Bloody Invasion un album monotono e che sa troppo di già sentito Hot

Per i Bloody Invasion un album monotono e che sa troppo di già sentito

recensioni

titolo
Zombie Society
etichetta
Kernkraftritter Records
Anno

PROVENIENZA: Germania 

GENERE: Death Metal 

FFO: early Amon Amarth, Asphyx, Edge of Sanity, At the Gates 

LINE UP: 
Max - vocals 
Christian - guitars 
Marek - guitars 
Martin - bass 
Didi - drums 

TRACKLIST: 
1. Zombie Society [05:40] 
2. Normal Curse of Life [03:48] 
3. Bloodred Forest [06:37] 
4. We Need Extinction [04:30] 
5. Metropolis [05:29] 
6. Neckbreaker [04:38] 
7. Sickness [04:26] 
8. In Chains [05:24] 

Running time: 40:32 

opinioni autore

 
Per i Bloody Invasion un album monotono e che sa troppo di già sentito 2019-02-08 17:19:12 Daniele Ogre
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    08 Febbraio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo un EP eponimo del 2014 arrivano al debut album i tedeschi Bloody Invasion, band attiva dal 2012 il cui "Zombie Society" è prodotto da
Kernkraftritter Records. Non conoscendo il quintetto teutonico, oltre ad ascoltare più volete questo loro debutto ho cercato di documentarmi in giro leggendo di loro e sembra che in patria vadano abbastanza forte... e non so spiegarmi il perché, sinceramente. Questo perché onestamente "Zombie Society" è un disco che non mi ha convinto. Partendo dal trito e ritrito tema della 'società formata da zombie ecc. ecc.", l'intera opera ha una serie di cose che, per l'appunto, non convincono più di tanto. Partendo dal sound, in cui i Bloody Invasion inseriscono più correnti, facendo risultare spesso i brani quasi spezzettati, con rallentamenti, accelerazioni e momenti più tecnici che spesso sembrano essere messi lì alla bell'e meglio, ed è un canovaccio che si ripete praticamente sempre in quest'opera; sul piano prettamente strumentale, quanto offre la band tedesca sa terribilmente di già sentito, dalle parti più rapide che ricordano gli Amon Amarth degli esordi, ai rallentamenti doomy 'asphyxiani', passando per riff nettamente à la At the Gates ed il lavoro vocale di Max, buono quando si tratta di cantare in growl, molto meno quando canta con voce gracchiante. Tutto questo fa di "Zombie Society" un disco essenzialmente piatto e che, spiace dirlo, nemmeno arrivati alla fine della prima metà comincia a risultare monotono.
In ambito Death Metal oggigiorno bisogna essere molto accorti, data l'enorme mole di uscite che ormai ci sono, molte delle quali di buonissima fattura. A dispetto dei feedback ricevuti in patria, per quanto mi riguarda un album così piatto com'è "Zombie Society" può finire in tempi rapidissimi nel dimenticatoio.

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