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Pagan Folk ed Old English per un'ottima sperimentazione. Pagan Folk ed Old English per un'ottima sperimentazione.

Pagan Folk ed Old English per un'ottima sperimentazione.

recensioni

gruppo
titolo
Eðelland
etichetta
Heidens Hart Records
Anno

PROVENIENZA: Regno Unito
GENERE: Pagan/Folk/Black Metal
LINE UP: Ildra - All Instruments
TRACKLIST:
1. Sweorda Ecgum
2. Rice Æfter Oðrum
3. Hrefnesholt Dæl I
4. Esa Blæd
5. Ofer Hwælweg We Comon
6. Nu is se Dæg Cumen
7. Earendel
8. Swa Cwæð se Eardstapa
9. On Þas Hwilnan Tid

opinioni autore

 
Pagan Folk ed Old English per un'ottima sperimentazione. 2019-02-09 11:41:29 Marianna
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Marianna    09 Febbraio, 2019
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Ildra si presenta come un progetto one-man band proveniente dal Regno Unito di stampo Viking/Folk Metal, con profonde virate verso il Black Metal; peculiare è l'utilizzo del Old English (detto anche Anglo-Sassone o Inglese Antico ndr.) per i testi, i quali su copia fisica saranno accompagnati dalla relativa traduzione in lingua inglese moderna.

Eðelland si propone subito come un album fedele alla tradizione di bands quali Bathory, Primordial e Graveland, dove ben si fonde lo spirito Pagan con quello Black Metal; perfetta è la scelta di intercalare brani instrumental a quelli in cantato. Un intro a tratti “folkloristico” e che spinge a danze attorno al fuoco, ci trascinano ben presto verso pezzi più complessi come “Rice Æfter Oðrum” le cui chitarre veloci, crude e violente ben si sposano con la graffiante voce del cantante, accompagnato da coinvolgenti cori; apprezzabile il “guitar solo” finale. Se la “rabbia” e la “solidità” musicale traspaiono in tutta la tracklist, è in pezzi più prettamente Folk che si tocca l'apice della bravura, come “Esa Blæd “. Andando avanti nell'ascolto ci imbattiamo in “Nu is se Dæg Cumen”, la quale si presenta da subito con toni cupi, oscuri, consta di potenti riffs di chitarra, per poi aprirsi verso un tratto più Pagan, caratterizzato da una incalzante e ripetitiva voce, quasi angosciante. Essa muta verso un carattere più narrativo quando, verso metà brano, vengono inseriti spezzoni di battaglia; urla, spade che si scontrano ed il cantato “sofferto”, rendono bene il dinamismo di quegli attimi concitati. Se la guerra ed il senso di disperazione che da essa deriva, erano il tema principale della traccia precedente, ne segue immediatamente un pezzo completamente opposto; “Earendel” è un altro magnifico esempio di interludio musicale di naturale popolare (si noti il “giro” di chitarra finale, davvero insolito ndr.).

Eðelland si mostra come un album maturo, davvero ben curato, che ben unisce la poliedricità dell'artista, capace di spaziare da pezzi in growl crudi, maestosi e tenebrosi, a melodie strumentali prettamente Folk. La voce spesso assume connotazioni imponenti che ben si sposano con la scelta dell' Inglese Antico, non “appesantendo” o pregiudicando in alcun modo l'ascolto ma, anzi, rendendo il tutto unico. Ben conscio del suo potenziale e dell'investimento che vi è dietro, l'artista ha deciso di ristampare il materiale precedente (non sufficientemente ben promosso, ndr.), offrendo una compilation con doppio cd, impreziosita anche da inediti.
Ildra, in conclusione, si presenta come un progetto in cui le anime Black e Pagan Folk ben si fondono, in un clima reso austero dal cantato che, però, lascia spazio a momenti più “danzati” e quasi da clima “scanzonato”. Forte di reminiscenze passate, ben saldo alla tradizione, non risulta al contempo mai noioso o banale.
Consigliato agli amanti di sonorità ricercate e dallo “spirito antico”.

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