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Temi filosofico-mitologici, orchestrazioni ed influenze mediorientali: i Gorgon colpiscono con ogni loro freccia

recensioni

gruppo
titolo
Elegy
etichetta
Dusktone
Anno

PROVENIENZA: Francia 

GENERE: Symphonic/Melodic Death Metal 

FFO: Melechesh, Dark Lunacy, Orphaned Land, Fleshgod Apocalypse, Septicflesh 

LINE UP: 
Paul Thureau - vocals, guitars, bazouki, orchestrations 
Julien Amiot - guitars 
Aurel Hamoniaux - bass 
Charles Phily - drums 

GUESTS: 
Safa Heraghi (Devin Townsend Project, Dark Fortress, Schammasch) - vocals 
Felipe Munoz (Frosttide) - keyboards 

TRACKLIST: 
1. Origins [04:27] 
2. Under a Bleeding Moon [05:58] 
3. Nemesis [05:43] 
4. The Plagues [06:44] 
5. Into the Abyss [06:09] 
6. Ishassara [04:57] 
7. Of Divinity and Flesh [06:09] 
8. Elegy [02:56] 

Running time: 43:03 

opinioni autore

 
Temi filosofico-mitologici, orchestrazioni ed influenze mediorientali: i Gorgon colpiscono con ogni loro freccia 2019-02-09 16:40:52 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    09 Febbraio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Secondo lavoro per i francesi Gorgon, band guidata dal cantante/chitarrista Paul Thureau con all'attivo diversi singoli e l'album d'esordio "Titanomachy". Nei poco più di due anni trascorsi dal debutto e questo "Elegy", sembra che la band francese abbia fatto decisamente passi da gigante: se il primo album era un lavoro da semplice sufficienza, con questa loro seconda opera i transalpini sembrano volere alzare nettamente l'asticella; il songwriting in questo disco sembra da subito molto ispirato, con un concept ben pensato ed eseguito: "Elegy" è infatti concepito sulla figura femminile nella storia, una 'visione' in cui la sottile linea della dualità viene spezzata ed in cui figure perno del simbolismo femminile ne sono protagoniste: da Maria a Hecate, da Eva a Pandora, e così via. Per parlare del piano prettamente musicale, bisogna prendersi un attimo per scandagliare le varie infouenae riscontrabili nel lavoro di Thureau e soci; in "Elegy" infatti troviamo diverse anime che convivono armoniosamente grazie ad un grandioso lavoro d'arrangiamento: da inserti arabeggianti che non possono non ricordare Melechesh ed Orphaned Land, passando per un'attenzione estremamente particolare per le orchestrazioni e ad un Death Metal compatto e potente ma in cui non manca un certo gusto per la melodia - e qui il termine di paragone non può che essere con i nostri Fleshgod Apocalypse o con i greci Septicflesh -, mentre in momenti più melodici la mente rimanda ad un altro colosso italiano, i Dark Lunacy. Ecco, detta così sembra quasi un mischione senza né capo né coda, invece i Gorgon hanno personalità da vendere, tanto che nei 3/4 d'ora di durata dell'album non troviamo nemmeno un momento che possa essere definito filler: ogni cosa è al proprio posto, dai riff che sanno essere ora granitici ora melodici, le orchestrazioni ora epiche ora ricche di pathos - andate a sentire che lavoro enorme è stato fatto in "Into the Abyss" -, fino ad arrivare alle parti narrate o agli splendi cori dal sapore mediorentale di Safa Heraghi.
Aggiungiamoci in conclusione una produzione pompatissima, capace di mettere in risalto tanto i classici strumenti che le orchestrazione, ed abbiamo sul piatto con disco saprà di certo colpire gli amanti di queste sonorità particolari. I Gorgon sono promossi su tutta la linea ed un plauso va fatto a Dusktone per aver scoperto la talentuosa band parigina.

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