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Un lavoro discreto per gli In Hell, ma un po' più di personalità non avrebbe guastato Un lavoro discreto per gli In Hell, ma un po' più di personalità non avrebbe guastato Nuovo

Un lavoro discreto per gli In Hell, ma un po' più di personalità non avrebbe guastato

recensioni

gruppo
titolo
Satanica Mundi
etichetta
Mystyk Prod
Anno

PROVENIENZA: Francia 

GENERE: Black/Death Metal 

FFO: Dark Funeral, Setherial, Behemoth, Belphegor 

LINE UP: 
James Spar - vocals 
Fab Darkhell - guitars 
Olivier Dentreuil - guitars 
Cedric Van Gele - bass 
Damian - drums 

TRACKLIST: 
1. Origin of Occult [04:38] 
2. Kaballah [03:50] 
3. George Pell Holy Perversion [04:22] 
4. Blasphementes [04:45] 
5. Sheol and Hades [03:52] 
6. The Dark Secrets of thw Knights Templar [04:57] 
7. Sheitan Himself [05:27] 
8. Bei Den Sieben Hollen [05:08] 
9. As Isra Hell [03:38] 

Running time: 40:37 

opinioni autore

 
Un lavoro discreto per gli In Hell, ma un po' più di personalità non avrebbe guastato 2019-02-11 16:39:52 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Febbraio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo un EP ("Hostos Ecclesiae" del 2015) arrivano a lanciare il primo album i francesi In Hell, band Black/Death formatasi nel 2013 che, a quanto possiamo ascoltare in questo "Satanica Mundi", segue esattamente quelli che sono gli stilemi del genere. Insomma, con "Satanica Mundi" abbiamo un album Black/Death nella più piena accezione del termine, con la band transalpina che non si discosta da quanto fatto da una miriade di altri gruppi prima di loro. Niente di nuovo sotto il sole dunque da parte degli In Hell, il cui sound prende a piene mani dalle sfuriate Swedish Black di Dark Funeral e Setherial e dalla compattezza di Behemoth o Belphegor; ma nonostante ciò, il rischio di annoiarsi durante l'ascolto di "Satanica Mundi" è ben lungi: ad essere onesti sono presenti un bel po' di passaggi in cui si ha la netta sensazione di 'già sentito', ma è qualcosa su cui gli In Hell penso possano lavorarci su in futuro, visto che alcuni guizzi in quest'opera riescono a regalarli: mi riferisco a brani come l'opener "Origin of Occult", come "Sheol and Hades" e come, soprattutto, "Blasphementes". Un commento a parte è da fare invece sulle vocals di James Spar, che se da un lato è in possesso di un ottimo growl, dall'altro deve probabilmente con lo scream, che questa voce così gracchiante può arrivare ad essere quasi fastidiosa.
Insomma, per il futuro gli In Hell devono cercare di migliorare alcuni punti della propria proposta, ma per ora possiamo dar loro una sufficienza meritata; pur mancando di una dose di personalità necessaria, gli In Hell sono riusciti in qualche modo a rendere discreto l'ascolto di "Satanica Mundi". Se siete amanti di queste sonorità, buttateci pure un orecchio, che potreste essere felicemente sorpresi.

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