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Il sesto album dei Belladonna, come sempre molto eleganti Il sesto album dei Belladonna, come sempre molto eleganti Hot

Il sesto album dei Belladonna, come sempre molto eleganti

recensioni

titolo
“No star is ever too far”
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1. Venus rising

2. More more more

3. Come, Babylon

4. The purest of loves

5. The turing sniper

6. We belong to hell

7. Mengele in disguise

8. Doomsnight

9. Astronomer of life

10. Free

11. Black beauty

12. Le porte del cosmo

13. Rising in love

 

 

LINE-UP:

Luana Caraffa – Voce

Dani Macchi – Chitarra

Martina Petrucci – Pianoforte

Taya Angelini – Basso

Mattia Mari - Batteria

opinioni autore

 
Il sesto album dei Belladonna, come sempre molto eleganti 2019-02-13 19:12:49 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    13 Febbraio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

A tre anni circa di distanza da “The orchestral album”, tornano i romani Belladonna con il loro sesto album, intitolato “No star is ever too far”. Sono passati tanti anni dal meraviglioso “Metaphysical attraction” che aveva segnato il debutto di questa band, molto più nota all’estero che a casa nostra. Sono lontani anche i tempi di brani eccezionali come “Black swan” che mi hanno fatto innamorare di questo gruppo e del loro sound “noir”, accostabile all’epoca al gothic metal. I Belladonna del 2019 non hanno praticamente più nulla a che fare con il metal ed il loro sound è più accostabile al rock, anche se mantiene quella componente “noir”, oscura, teatrale ed elegante, agrodolce e melodrammatica che da sempre lo contraddistingue; “The purest of loves” ne è un ottimo esempio, così dark e struggente, quasi sofferta e addolorata. Come dicevo, il gruppo romano è molto più conosciuto all’estero, tanto che spesso le loro canzoni sono state utilizzate in colonne sonore di film o spot televisivi; per fortuna qualcosa sta muovendosi anche qui in Italia ed il brano “The turing sniper” è stato inserito nel film “Ricordati di me” di Gabriele Muccino; un altro pezzo di questo album, “Black beauty”, è finito nel nuovo film di Michael Moore, “Fahrenheit 11/9”. Una parte di “We belong to hell”, inoltre, è stato inserito in uno spot tv americano per il thriller “Mia cugina Rachel”. Come sempre, i Belladonna si autoproducono la loro musica e la registrazione è stata volutamente “vintage”, quasi fuori moda, ma questo è stato l’intento della band, effettuando una registrazione con tutti gli strumenti assieme in presa diretta come si usava tanti anni fa. Una scelta che può essere condivisa, come anche non compresa, ma rispettiamo il punto di vista di Dani Macchi & C., anche se è evidente, soprattutto sulla batteria, che il suono è parecchio “old-style”, forse troppo. La voce di Luana Caraffa, come sempre, è protagonista, calda ed espressiva, sensuale, estremamente versatile, suadente e graffiante quando serve e costituisce il vero punto di forza di questa band. Personalmente, da buon vecchio metalhead, preferivo l’approccio più aggressivo di “Black swan” e degli albori della carriera dei Belladonna, ma prendo atto di questa maturazione ed evoluzione che con questo “No star is ever too far” ci consegna una band che suona una musica ricercata ed estremamente elegante. In questo particolare periodo dell’anno siamo letteralmente sommersi da immondizie musicali che le case discografiche ed il music business italiano in genere ci propinano, proprio in momenti del genere continuo a non comprendere come musicisti di simile talento come i Belladonna non trovino la giusta affermazione e debbano ogni volta autoprodurre la propria musica...

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