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TrollfesT: I folk-troll norvegesi tornano con una nuova esplosiva miscela di stili TrollfesT: I folk-troll norvegesi tornano con una nuova esplosiva miscela di stili

TrollfesT: I folk-troll norvegesi tornano con una nuova esplosiva miscela di stili

recensioni

gruppo
titolo
Norvegian Fairytales
etichetta
NoiseArt Records
Anno

01. Fjøsnissens Fjaseri
02. Kjettaren Mot Strømmen
03. Espen Bin Askeladden
04. Trine Reinlender
05. Fanden Flyr
06. De Tre Bukkene Berusa
07. Småfolkets Store Bragder
08. Draugen
09. Deildegasten
10. Byttingenes Byttehandel
11. Nøkken Og Fossegrimen Spiller Opp Til Midnattstimen

 

Line Up

Trollmannen – Vocals

Mr. Seidel – Guitars

Dr. LeifKjonnsfleis - Guitars

TrollBANK – Drums

Fjernkontrollet – Accordion/Synth

Drekka Dak – Saxophone

Lodd Bolt – Bass

opinioni autore

 
TrollfesT: I folk-troll norvegesi tornano con una nuova esplosiva miscela di stili 2019-02-15 22:44:24 Gianni Izzo
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    15 Febbraio, 2019
Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ripeto, una volta abituatisi al (di)sgraziato latrato di Trollmannen, che probabilmente ricorderemo come geniale simpaticone, ma mai come talentuoso screamer, ci possiamo godere dei TrollfesT sempre più bravi a scovare nuovi modi di porsi in musica, nuovi incroci tra metal e folk, nuove sperimentazioni, sempre più curate, e che sanno stare nel giusto mezzo tra il loro essere accattivanti e gioconde, e il saper sempre stupire l’ascoltatore, rendendo ogni lavoro vario ed imprevedibile.

“Norwegian Fairytales” è il settimo album dello stralunato combo norreno, che ci fa cominciare il viaggio musicale tra strane voci filtrate e robotiche, per poi passare a ritmiche veloci e melodie balcaniche. Dalle ritmiche slave, si passa facilmente a gustose tarantelle metalliche, prima con l’ottima “Kjettaren Mot Strømmen”, per poi proseguire con “Espen Bin Askeladden” che ci tradisce con un inizio in clean in pieno stile nordico, per poi tornare a battere allegre ritmiche molto più mediterranee.
Strumentali da balera, e omaggi non troppo celati ai Finntroll si susseguono, tra riferimenti jazzati e prog, in un continuo sali-scendi di ritmi veloci che infuriano miscelando heavy, death e black metal, insieme ad ogni sorta di musica etnica che a questi scapestrati troll venga in mente, tra screaming un po’ disagiati, voci femminili e cori in clean, che gareggiano tra di loro, fino all’ultima solenne “Nøkken Og Fossegrimen Spiller Opp Til Midnattstimen”.

Qualche anno fa, sottovalutai i TrollfesT, bocciandoli come una mera copia dei Finntroll. Ora, qualche disco dopo, ho capito che, aldilà dei neanche molto celati riferimenti alla loro band preferita, i sette musicisti si son saputi costruire una propria forte identità, esteticamente fumettosa, ma che ha senso proprio perché costruita con sacrificio e grande perizia. Questo “Norwegian Fairytales” ha avuto bisogno di oltre un anno di lavoro tra songwriting e studio, per uscire al meglio, un anno in cui i TrollfesT sono andati a ricercare gli arrangiamenti e i suoni più adatti per ogni singola traccia, in maniera maniacale. Quasi perfetto nel suo genere.

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