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I Rhapsody Of Fire tornano a fare sul serio I Rhapsody Of Fire tornano a fare sul serio

I Rhapsody Of Fire tornano a fare sul serio

recensioni

titolo
“The eighth mountain”
etichetta
AFM Records
Anno

 

TRACKLIST:

01 - Abyss of pain

02 - Seven heroic deeds

03 - Master of peace

04 - Rain of fury

05 - White wizard

06 – Warrior heart

07 - The courage to forgive

08 - March against the tyrant

09 - Clash of times

10 - The legend goes on

11 - The wind, the rain and the moon

12 - Tales of a hero’s fate

 

 

LINE-UP:

Giacomo Voli (vocals)

Alex Staropoli (keyboards)

Roby De Micheli (guitars)

Alessandro Sala (bass)

Manu Lotter (drums)

opinioni autore

 
I Rhapsody Of Fire tornano a fare sul serio 2019-02-21 14:34:22 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    21 Febbraio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Rhapsody Of Fire sono tornati e fanno sul serio! Basterebbero queste poche parole per descrivere cosa ho avuto modo di ascoltare in questo “The eighth mountain”, nuovo album partorito dalla mente di Alex Staropoli & C., il primo di pezzi nuovi in cui canta l’ottimo Giacomo Voli. Forse non siamo al livello dei grandi dischi della storia della bands triestina di 20 anni fa, ma ci siamo molto vicini; qui non manca nulla di quel particolare modo di suonare symphonic metal che sostanzialmente hanno inventato proprio i Rhapsody che furono: orchestrazioni, cori epici, atmosfere differenti, parti strumentali magniloquenti e ritmo sempre frizzante. Il nuovo batterista Manu Lotter riesce nel difficile compito di non far rimpiangere un grande come Alex Holzwarth e regala una prestazione sempre precisa e fantasiosa, oltre che piena di ritmo e velocità quando serve (“Clash of times” ne può essere un esempio). Staropoli e De Micheli non hanno bisogno di presentazioni, mentre il bassista Alessandro Sala (in fin dei conti nella band anch’egli da poco tempo) sa trovare il proprio indispensabile spazio, senza essere mai eccessivamente protagonista (cosa del resto sostanzialmente mai successa nel sound “rhapsodyano”). Su Giacomo Voli spenderei qualche parola in più: inevitabile il paragone con Fabio Lione, ma la voce del singer emiliano è diversa da quella del suo predecessore ed intelligentemente Voli evita di imitarne lo stile, imponendo la propria personalità e le proprie caratteristiche, forse un po’ meno teatrali, ma ugualmente efficaci e godibili; in questo, la lunga “March against the tyrant” ne esalta tutti i lati positivi, mettendo in evidenza delle capacità ed un talento fuori dal comune. Del resto se si vuole cantare con successo in una band come questa, devi gioco forza avere caratteristiche che altri non hanno. L’album, dopo la solita immancabile intro che si può tranquillamente evitare, si dipana in 11 pezzi, per quasi 65 minuti di symphonic power di qualità assoluta; difficile dire quale possa essere migliore degli altri e lascio la scelta al lettore, dato che personalmente lo promuovo in blocco. Non c’è una nota fuori posto, o un solo attimo di cedimento o di insicurezza; Alex Staropoli, coadiuvato da musicisti di talento fuori dal comune, ha ormai trovato ed intrapreso la sua strada, componendo la musica che più gli riesce meglio e mettendo su un lavoro di classe assoluta. “The eighth mountain” ci restituisce i Rhapsody Of Fire su livelli eccezionali, con un symphonic power che manderà in visibilio tutti i fans della band e tutti coloro che amano queste sonorità.

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