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Ancora qualcosa da smussare nelle sonorità per i Basilysk Ancora qualcosa da smussare nelle sonorità per i Basilysk Hot

Ancora qualcosa da smussare nelle sonorità per i Basilysk

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titolo
Emergence
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA; U.S.A. 

GENERE: Death Metal 

FFO: Outer Heaven, Death, Morbid Angel 

LINE UP: 
Josh Perrin - vocals, guitars 
Luke Gary - guitars 
Jimmy Viola - bass 
Michael Lee Churry - drums 

TRACKLIST: 
1. Emergence [01:31] 
2. Molestor of Dreams [04:40] 
3. Sinners of Their Own Reality [06:58] 
4. Sad State of the Arts [05:30] 
5. Eyes [02:09] 
6. Fire (In the Temple of Sacrifice) [05:57] 
7. Prebirth - Karma - Afterlife [14:49] 

Running time: 41:34 

opinioni autore

 
Ancora qualcosa da smussare nelle sonorità per i Basilysk 2019-02-25 18:39:49 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    25 Febbraio, 2019
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Ad una decade esatta dalla loro formazione e diversi demo, arrivano alla pubblicazione del primo album - autoprodotto - gli statunitensi Basilysk; i death metallers di Philadelphia si presentano con "Emergence", un album che nei suoi 40 minuti e passa di durata si lascia anche ascoltare, ma che ci mostra anche una band che sembra non sapere ancora quel strada voglia percorrere precisamente. In questa prima fatica su lunga distanza della band americana, infatti, possiamo trovare elementi provenienti da più 'scuole di pensiero' Death Metal: da passaggi più 'classici' à la Morbid Angel, così come ghirigori progressivi figli degli insegnamenti di Schuldiner ed altri dal sapore più moderno. Il punto è che spesso questi passaggi stilistici non sembrano proprio del tutto fluidi, andando ad inficiare la resa finale del brano. Devo dire che i Basilysk mi sono sembrati comunque più a loro agio quando alle prese di un Death più diretto e senza fronzoli; non è un caso, dunque, che quello che probabilmente è il brano migliore dell'intero lotto è "Sad State of the Arts": chitarre taglienti, una sezione ritmica che si lascia ad una sfuriata più vicina allo stile della vecchia scuola svedese, un pezzo diretto in cui i Basilysk badano essenzialmente al sodo.
"Emergence" non è per nulla un brutto disco, ma per certi versi suona ancora come un po' acerbo. A mio avviso - ma qui parliamo semplicemente di gusti personali -, se i Basilysk mettessero maggiormente da parte gli orpelli concentrandosi su di un approccio più sfrontato, potrebbero quasi certamente giovarne (ripartire da "Sad State of the Arts", insomma). Per ora magari nulla di così trascendentale, ma un ascolto tutto sommato lo meritano.

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