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LAND OF DAMNATION: PIACEVOLMENTE SORPRENDENTI! LAND OF DAMNATION: PIACEVOLMENTE SORPRENDENTI! Hot

LAND OF DAMNATION: PIACEVOLMENTE SORPRENDENTI!

recensioni

titolo
Demon
etichetta
Autoproduzione
Anno
  • TRACKLIST
1) Intro
2) Land Of Damnation
3) Tearing The Veil
4) Die
5) Harmonia
 
              BAND
 
  • Adrian Peppe "Smith" - Guitar and Voice
  • DarkTranquillo J. "Murray" - Guitar
  • Luigi "Towt" Smilzo - Bass
  • Michele "Svalfio" Alfano - Drums
 

opinioni autore

 
LAND OF DAMNATION: PIACEVOLMENTE SORPRENDENTI! 2019-03-07 20:59:49 Francesco Noli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Francesco Noli    07 Marzo, 2019
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I Land Of Damnation sono una piacevole realtà Italiana proveniente da Pompei e questo E.P. intitolato "Demon" è il vero e proprio debutto del quartetto. 4 pezzi forse non sono molti affinchè si possa dare un giudizio completo e globale ma è pur vero che rappresentano sempre un buon biglietto da visita atti a farci realizzare, dopo un attento ascolto, dove questi ragazzi vogliono andare a parare; Heavy Metal roccioso con molteplici influenze dal Thrash al Power senza disdegnare però la melodia è in gran parte il sunto di questo "Demon" che dopo una intro che alterna battiti cardiaci a mugugni di sgomento, parte a bomba con "Land Of Damnation", song perfetta per aprire questo lavoro. Una serie di rullate e un ritmo metalloso ci fanno entrare subito nel mood giusto con armonizzazioni ben congeniate, cadenze per niente banali e arpeggi chitarristici nelle prime strofe di ogni verso rendono la track efficace e coilvongente grazie anche al cantanto un po sgraziato di Adrian Peppe "Smith" che mi ricorda vagamente Chris Astley degli Xentrix. La seguente "Tearing The Veil" prosegue lo stesso incipit con trame melodiche e gran lavoro di chitarra nei legati e nei solo sempre con un occhio che guarda al passato ma con tocchi di modernità; interessante poi lo stacco centrale e il cambio di registro che il vocalist sciorina anche nella seguente "Die", 3:27 minuti di Power/Thrash con stacco alla Maiden ma che a me personalmente ha richiamato anche i Sacred Reich più cadenzati (quelli di Indipendent x intenderci). La conclusiva "Harmonia" chiude degnamente questo debutto, tra arpeggi sempre in Classic Style e ritmiche piu cadenzate con tratti epic da far paura nei suoi 8 minuti e oltre di bellezza. Le conclusioni ovviamente sono positive anche se non manca qualcosa da migliorare come l'uso della voce in certi passaggi oppure alcuni arpeggi che sanno di già sentito (ma questo non è un difetto ma solo un pizzico d'ingenuità); le carte in regola ci sono tutte e se questi ragazzacci continueranno a crederci penso che ci regaleranno sorprese positive in futuro!

Francesco Noli

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