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Fist Of Rage...it's time for a new beginning!!! Fist Of Rage...it's time for a new beginning!!! Hot

Fist Of Rage...it's time for a new beginning!!!

recensioni

titolo
Black Water
etichetta
Andromeda Relix
Anno

01 - Just For A While 

02 - New Beginning 

03 - Between Love And Hate 

04 - Black Water 

05 - Mudman 

06 - Lost 

07 - These Days 

08 - Awake

09 - Set Me Free 

10 - September Tears

 

Pietro Pattay - Vocals 

Marco Onofri - Guitar 

Davide Alessandrini - Guitar 

Stefano Alessandrini - Keys 

Alfredo Macuz - Drums 

Saverio Gaglianese - Bass

All bass lines on the album are played by Christian Zacchigna 

Andrea Ambrosino : Accordion on track 06 

Giada Etro : Vocals On tracks 06 and 10

opinioni autore

 
Fist Of Rage...it's time for a new beginning!!! 2019-03-13 15:00:14 Francesco F
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Francesco F    13 Marzo, 2019
Ultimo aggiornamento: 13 Marzo, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ad onor di cronaca c’è da segnalare che questo è il secondo lavoro del sestetto che arriva dal Friuli-Venezia Giulia, a distanza di 8 anni da “Iterations To Reality”, rilasciato sempre dall’attenta Andromeda Relix.
Una miscela esplosiva di sano hard rock e metal, che fa si che l’album scorra via in maniera piacevole, invitandomi a rimetterlo nuovamente, portando a muovere il mio corpo durante l’ascolto.
“Just For A While” è un ottima open track, che rende subito l’idea della carica di ciò che ci aspetta in questi 40 intensi minuti; traccia, come la successiva “New Beginning” (quest’ultima scelta come singolo), all’insegna di un ritmo coinvolgente e di un ritornello che è di facile appeal sull’ascoltatore.
Piero Pattay sa comporre testi di piacevole ascolto e giostrarli con la sua voce, fino ad arrivare a duettare con Giada Etro in “Lost” e nella conclusiva “September Tears”, i due pezzi più soft dell’album.
La presenza degli strumenti è sempre incisiva sin dall’opener, le chitarre sono ben amalgamate tra loro ed i suoni di tastiera non sono mai invadenti, né scivolano nell’effettistica fine a sé stessa.
Sezione ritmica in pieno stile street metal, anche se gli echi prog sono sempre presenti, assoli ben eseguiti che arricchiscono e non storpiano i brani.
“Set Me Free” è il brano che voglio evidenziare, per via del suo essere decisamente “internazionale”, caratteristica che appartiene comunque quasi a tutti i brani contenuti in questo album, ma qui, appare più evidente quella maturità strumentale che questi ragazzi hanno accumulato in questi anni di concerti insieme ad artisti di fama mondiale.
Anche in questo caso, vi consiglio una serie ripetuta di ascolti, in modo da dare il giusto valore e merito a questa band, che ancora una volta dimostra quanto il metal di casa nostra sia valido ed in grande forma!!!
Welcome back guys!!!

Francesco "Yggdrasill" Fallico

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10
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