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Metal Church: metallo totale! Metal Church: metallo totale!

Metal Church: metallo totale!

recensioni

titolo
Damned if you do
etichetta
Nuclear Blast
Anno

LINE UP:
Mike Howe | vocals
Kurdt Vanderhoof | guitars
Stet Howland | drums
Steve Unger | bass
Rick Van Zandt | guitars

TRACKLIST:
1. Damned If You Do 04:35
2. The Black Things 05:16
3. By the Numbers 04:35
4. Revolution Underway 05:25
5. Guillotine 04:47
6. Rot Away 03:26
7. Into the Fold 04:20
8. Monkey Finger 04:15
9. Out of Balance 04:25
10. The War Electric 04:09

opinioni autore

 
Metal Church: metallo totale! 2019-03-16 16:50:30 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
5.0
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    16 Marzo, 2019
Ultimo aggiornamento: 16 Marzo, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Grandiosi, come sempre!!! Una delle monolitiche certezze tra noi adoratori del Dio Metallo!!! È dai primi anni ’80 che questi inossidabili statunitensi della West Coast sono tra gli incontrastati Grandi Ministri del culto metallico, offrendo la propria chiesa come tempio in cui celebrarne i fasti!
Questa è la loro dodicesima release in studio come full-lenght, ma la loro biografia è costellata da demos, EP, singoli etc. che si fondono in un unico, potentissimo, infinito rito tutto dedicato al metal vecchia scuola, quello che ti fa partire l’headbanging fino a che ti si stacca la testa, che continua a vibrare imperterrita sul pavimento!
La sontuosa opening/title track mette subito le cose in chiaro: stai approcciando i Metal Church. E ti farai mooooolto male!
A mio parere, il meglio viene con la seguente “The Black Thing”, che sembra scritta dal mitico Jaz Coleman dei Killing Joke, solo molto più rabbioso ed oscuro.
I bei tempi di “Beyond the Black” sono tutt’altro che andati: qui si continua al galoppo infuriato con una sequela di pezzi, l’uno più adrenalinico dell’altro!
Ti senti come un pugile che sta subendo una raffica di micidiali pugni nello stomaco, con la differenza che ha pure le orecchie che sanguinano ed il secondo che non può nemmeno gettare la spugna, perché già da tempo perso nel moshpit!
Gli assoli sempre saettanti del duo dei Gran Maestri d’Ascia ti portano alle soglie dello stordimento, ma non riesci a fermarti, ormai sei catturato in una pogata senza requie, che cesserà solo quando l’ultimo solco di questo disco sarà sacrificato.
“Guillotine” è proprio la traccia che ti fa staccare la testa, come profetizzato (e non poteva essere altrimenti) con la sua reminiscenza “Metallica” mentre maledici di non poter alzare ancora di più il volume ma hai la sensazione che tanto, dopo, le casse le dovrai buttar via bruciate!
L’inossidabile ugola del redivivo frontman Mike Howe continua a massacrarci i padiglioni auricolari con quel suo essere un mix mortale tra Bobby “Blitz” Ellsworth e Udo Dirkschneider.
E si prosegue alla grande, fino al decimo e letale pugno in pieno stomaco che pone fine al tuo tarantolamento: la perdita di controllo è totale.
Il rito è compiuto, la Chiesa del Metallo chiude i battenti, ma solo fino alla prossima celebrazione.
Questo esplosivo come-back dei Metal Church è rigorosamente da ascoltare in una stanza di contenimento con le pareti imbottite!!!!
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaarrrrrghhhhh!!!
Max “Thunder” Giangregorio

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