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La nostra miglior risposta al Melodic Death scandinavo: i romani Black Therapy La nostra miglior risposta al Melodic Death scandinavo: i romani Black Therapy Hot

La nostra miglior risposta al Melodic Death scandinavo: i romani Black Therapy

recensioni

titolo
Echoes of Dying Memories
etichetta
Black Lion Records
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Melodic Death Metal 

FFO: Insomnium, Dark Tranquillity, Mors Principium Est, Kalmah 

LINE UP: 
Giuseppe Di Giorgio - vocals 
Andrea Mataloni - guitars 
Davide Celletti - guitars 
Lorenzo Carlini - bass 
Luca Marini - drums 

TRACKLIST: 
1. Phoenix Rising [06:08] 
2. Ideal [05:46] 
3. Echoes of Dyinf Memories [05:18] 
4. Dreaming [03:50] 
5. Rejecting Me [06:47] 
6. The Winter of Your Suffering [03:13] 
7. Burning Abyss [04:32] 
8. Scars [04:47] 
9. Ruins [05:14] 

Running time: 45:35 

opinioni autore

 
La nostra miglior risposta al Melodic Death scandinavo: i romani Black Therapy 2019-03-20 16:56:25 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    20 Marzo, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Torna con il terzo studio album una delle più interessanti realtà del sottobosco estremo italiano: i romani Black Therapy, che con "Echoes of Dying Memories" infilano un altro tassello in quella che sembra essere una carriera ormai lanciatissima. Molto è cambiato dallo spettacolare "In the Embrace of Sorrow, I Smile": in primis l'etichetta, con il passaggio dalla tedesca Apostasy Records alla svedese Black Lion Records; e novità ci sono anche in formazione, con 3/5 nuovi rispetto alla scorsa uscita: i chitarristi Andrea Mataloni e Davide Celeltti ed il batterista Luca Marini, con passaggio dalla chitarra al basso Lorenzo Carlini, unico membro fondatore rimasto insieme al cantante Giuseppe Di Giorgio.

Se avete avuto già modo di ascoltare i Black Therapy, allora conoscerete già le coordinate stilistiche della band capitolina: un Melodic Death che punta molto a cupe atmosfere, con influenze primarie che vanno ricercate in Insomnium e Dark Tranquillity, pur non mancando passaggi più duri (Hypocrisy, Kalmah...); il punto vincente dei Black Therapy resta però il suo mantenere l'anima mediterranea: nonostante le influenze dei due colossi nordici siano palesi, il quintetto romano riesce a mantenere nel proprio sound un certo "calore", che li differenzia dalle gelide composizioni delle bands scandinave. Come nel precedente album ci sono ancora momenti filler che allungano un po' i brani, ma in "Echoes..." risultano essere già meno che in passato; il risultato è un album che scorre via con una certa fluidità e che, se ascoltato nel giusto mood, saprà toccare le giuste corde emotive, altro segno distintivo dell'act nostrano. Dalla title-track - il cui refrain è a dir poco splendido -, passando per l'opening track "Phoenix Rising", fino ad arrivare alla doppietta finale composta da "Scars" e "Ruins", quello che abbiamo davanti è un album senza alcun calo di sorta, che trova il suo principale punto di forza nelle malinconiche melodie delle chitarre che s'intersecano perfettamente con la granitica sezione ritmica.

I Black Therapy hanno raggiunto ormai un ottimo grado di maturità stilistica, che consentirà loro di "camminare sulle proprie gambe", al netto di influenze comunque ben presenti e riconoscibili. Coadiuvati da una produzione a dir poco ottima, la band romana mette a segno l'ennesimo gran colpo, regalandoci una delle più interessanti uscite dell'anno sinora.

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