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Troppa carne al fuoco in un lavoro ancora acerbo per i Brutal Cancan Troppa carne al fuoco in un lavoro ancora acerbo per i Brutal Cancan

Troppa carne al fuoco in un lavoro ancora acerbo per i Brutal Cancan

recensioni

titolo
Polemos
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Heavy/Black/Death Metal 

LINE UP: 
Ale - vocals 
Fede - guitars 
Elena - guitars 
Marco - bass 
Fra - drums 

TRACKLIST: 
1. Resilience [04:52] 
2. Surrounded by Mist [04:05] 
3. Give Me a Plot [03:17] 
4. Spooks [04:27] 
5. Crave [04:48] 
6. Polemos [07:08] 

Running time: 28:37 

opinioni autore

 
Troppa carne al fuoco in un lavoro ancora acerbo per i Brutal Cancan 2019-03-21 18:52:47 Daniele Ogre
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    21 Marzo, 2019
Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 2019
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Debutto assoluto per i milanesi Brutal Cancan con questo EP autoprodotto a titolo "Polemos"; con tematiche spesso richiamanti la cultura pop affrontata con una certa dose d'ironia, la band meneghina è dedita ad un mix di Heavy, Black/Thrash e Death. Questo sul piano delle idee, ma qualcosa su cui lavorarci ancora su c'è: a partire dal mischione di generi che talvolta risulta ben miscelato, mentre altre appare quasi 'spezzettato', col risultato di andare a togliere un po' di tensione alle composizioni; stessa cosa che accade quando la band rallenta l'esecuzione per accompagnare l'uso di voci pulite - non brillanti, ad essere onesti -. Voce che è anche ciò che subisce di più la produzione mediocre dell'EP: i suoni non sono per niente pompati e questo porta il lavoro dei Brutal Cancan ad essere troppo piatto a livello produttivo, con appunto la voce di Ale che ne paga maggiormente le conseguenze. In un'ultima analisi, possiamo dire che forse c'è un po' troppa carne al fuoco nel lavoro dei Brutal Cancan: andando a badare a così tante influenze diverse, si rischia di non raggiungere una piena sufficienza nei vari elementi, cosa che possiamo riscontrare ad esempio in "Crave" e soprattutto in "Spooks", due capitoli di questo EP che tenderei a far finire nell'oblio, mentre qualcosa di buono possiamo sentirlo in "Surrounded by Mist" e "Give Me a Plot" - al netto di passaggi che comunque sanno ancora di troppo acerbo -.
Sufficienza non raggiunta dai Brutal Cancan, per quanto mi riguarda. Il quintetto milanese ha comunque una buona base di partenza ma, per poter fare molto di meglio, ha necessariamente bisogno di rimboccarsi le maniche e, in un certo senso, 'semplificare' la propria proposta. Ah... e per l'amor degli dei, fate qualcosa anche per il logo.

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