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Children Of Bodom: Un nuovo capitolo musicale non sempre convincente Children Of Bodom: Un nuovo capitolo musicale non sempre convincente

Children Of Bodom: Un nuovo capitolo musicale non sempre convincente

recensioni

titolo
Hexed
etichetta
Nuclear Blast
Anno

01.   01. This Road

02.   02. Under Grass And Glover

03.   03. Glass Houses

04.   04. Hecate’s Nightmare

05.   05. Kick In A Spleen

06.   06. Platitudes And Barren Words

07.   07. Hexed

08.   08. Relapse (The Nature Of My Crime)

09.   09. Say Never Look Back

10.   10. Soon Departed

11.   11. Knuckleduster

 

Line Up:

Alexi Laiho – Vocals/Guitars

Daniel Freyberg – Guitars

Henkka Blacksmith – Bass Guitars

Janne Wirman – Keyboards

Jaska Raatikainen – Drums

opinioni autore

 
Children Of Bodom: Un nuovo capitolo musicale non sempre convincente 2019-03-21 21:55:58 Gianni Izzo
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    21 Marzo, 2019
Ultimo aggiornamento: 21 Marzo, 2019
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Dopo l’exploit di qualche anno fa, quel “Halo Of Blood” che ci spiazzò positivamente dopo un lungo periodo di poco o niente da parte dei Children Of Bodom, la band di Laiho, incise un disco già minore ma comunque soddisfacente, “I Worship Chaos”.
Dopo gli espliciti richiami al proprio più lontano passato, i Children Of Bodom del 2019 hanno voglia di esaltare la parte più melodica della propria musica, il primo pensiero va allo stile di “Follow The Reaper”, ovviamente con tutte le distinzioni del caso, nel senso che i giovani Children Of Bodom, a quel punto della carriera avevano ancora una certa botta, mentre la band del 2019, sembra che tenda soprattutto a rimescolare le carte, in modo da far uscire dal cilindro qualche nuova hit, ma l’ispirazione di una volta spesso vacilla, e i Children si salvano spesso per il rotto della cuffia, grazie a tanto mestiere.

“Hexed” si adagia per la maggiore su coordinate heavy e catchy, senza disdegnare chiare ruffianate di turno, con riff e ritornelli abbastanza easy listening, che cercano il sicuro impatto con poco sforzo, come succede con “Under Grass And Clover” o “Platitudes And Barren Words”.
Molto meglio la trascinante opener, o "Say Never Look Back" ad esempio, ma è la sola title-track che ci fa sussultare veramente, grazie ad un refrain tritasassi ed ai suoi riff interessanti simil prog.
Non mancano accenni thrashy, come in “Kick In A Spleen”, la più dura del lotto, ma anche abbastanza piatta purtroppo, a cui preferiamo i tempi più dilatati e dal piglio malinconico di una “Soon Departed”. Ci si poteva risparmiare sinceramente la ri-rec della groovosa “Knuckleduster”, datata 2004 e contenuta originariamente in “Thrashed, Lost & Strungout”, qui abbassata di tono e riempita di tastiere, ma rimane un brano abbastanza inutile oggi, come nel 2004.
L’album è come al solito un tripudio di riff e continui solismi di chitarre e tastiere, talvolta complessi e interessanti, altre volte un po’ troppo freddi e distanti dall'ascoltatore. Un disco che nel bene e nel male, rappresenta un nuovo capitolo per i finlandesi, con la sua manciata di canzoni che in realtà non aggiungono molto alla storia dei Children Of Bodom, ma che si fanno ascoltare anche se non sempre convincono. La differenza di appiglio con il recente passato si palesa nella versione deluxe del disco, nella quale basta ascoltare la versione live, messa a fine track-list, di “I worship Chaos” e “Morrigan”, che non sono certo dei capolavori, ma che hanno proprio un altro tiro.
"Hexed" non è un disco da due stelle o due stelle mezzo, saremmo davvero malvagi a bocciarlo in tal modo, ma sicuramente i cinque di Espoo non sono riusciti a eguagliare il proprio recente passato. Un voto giusto sarebbe stato una quasi sufficienza, ma visto che graficamente non possiamo dividere le stelline più di tanto, gliene regaliamo 3, sperando sempre che il futuro ci riservi migliori novità.

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