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Non Est Deus - There is no God Non Est Deus - There is no God

Non Est Deus - There is no God

recensioni

titolo
There is no God
etichetta
Autoproduzione
Anno

LINE UP: 
Sconosciuta

TRACKLIST:
1. Poisonous Words
2. Fuckfest of Blood
3. Coffin of Shattered Dreams
4. Hobsons Choice
5. Godless

opinioni autore

 
Non Est Deus - There is no God 2019-03-24 15:24:33 Anthony Weird
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Anthony Weird    24 Marzo, 2019
Ultimo aggiornamento: 24 Marzo, 2019
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Ad appena un anno di distanza dal full-length di debutto, tornano i Non Est Deus con un secondo album dal titolo “There is no God”. Cinque pezzi con una bella produzione che immediatamente salta all'occhio, anzi all'orecchio, già dalle prime note di pianoforte di “Poisonous Words”. Black Metal di palese scuola norvegese che tutto risucchia e distrugge nel suo vortice di chitarre granitiche. Non mancano momenti meno canonici e più “moderni”, che si amalgamano benissimo al resto della composizione. Bellissimi i fraseggi di basso totalmente inaspettati e la melodia che subito dopo va ad accompagnare lo screaming ferale prima che il vortice riprenda la sua opera di devastazione. Un titolo come “Fuckfest of Blood” non poteva non solleticare una morbosa curiosità, ed è così che mi godo la spettacolare intro velocissima, di un Black Metal che convince sempre di più. Ci trovo persino tracce di NWOBHM oltre che sfumature Thrash qua e là e non mancano, inoltre, passaggi più moderati e melodici, come pianoforte ed arpeggi dolci che, di colpo, sono dilaniati, distrutti e violentati dalle chitarre e dal tappeto di doppia cassa! “Coffin of Shattered Dreams”, inizia dolcemente con una melodia decadente al limite del gothic o del doom, una cattedrale crollata nelle cui segrete si muove una entità disperata, che prende fuoco e corre, in preda al delirio. Un brano incredibilmente furioso e malinconico, anche grazie alla continua nota dissonante della chitarra solista, che dona il giusto tocco disturbante in un pezzo che non trova pace tra sfuriate cariche di odio e risentimento, a fasi di arte pura, dove non si teme di sperimentare, ma sempre nel modo giusto, pescando a piene mani dal mondo gothic-darkwawe più estremo, come il delirio di Sopor Aeternus e le ballad sotto acidi di Marilyn Manson. Stessa ambientazione ed atmosfera, ma abbandonate le sopracitate influenze, “Hobsons Choice” risulta molto più maligna e disturbata. Se prima ci trovavamo di fronte un brano che raccontava il cercare conforto, il tormento di una vita nel buio, ecco che qui questi sentimenti auto commiserativi vengono abbandonati, per crogiolarsi nella propria malvagità e perversione, ben trasmessa ed esposta in un Black Metal impeccabile. Chitarrone blues da pub nel deserto dell’Arizona per “Godless”, ultimo brano di questo album, che immediatamente riprende a martellare per il pezzo più furioso e veloce. Il Black Metal si fonde con suoni da film di fantascienza anni ’50, sperimentazioni derivate direttamente dal noise che vanno a contornare un brano che non avrebbe bisogno di queste stranezze per funzionare e devo ammettere che questo mi fa leggermente storcere il naso. Tuttavia, ci troviamo di fronte ad un album fantastico, fresco e tradizionale al tempo stesso che non può che soddisfare chiunque ami il genere. Assolutamente da ascoltare e possedere!

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