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Poca originalità nella musica dei SEITA. Poca originalità nella musica dei SEITA.

Poca originalità nella musica dei SEITA.

recensioni

gruppo
titolo
Maledictus Mundi
etichetta
Massacre Records
Anno

PROVENIENZA: Amsterdam (Paesi Bassi)

GENERE: Death Metal/ Thrash Metal

LINE UP:

Michel Gambini - Voce/ Chitarra
Pablo Minoli - Chitarra
Mike Van Den Heuvel - Basso
Damian Lopez - Batteri

TRACKLIST:

1. Cowards To The Lions
2. Justice Icu
3. Burn The Skies
4. Merchants of Death
5. 2299
6. Back Home
7. Above The Ruins
8. Cursed Past
9. The March
10. N.W.C.

opinioni autore

 
Poca originalità nella musica dei SEITA. 2019-03-24 20:17:46 Marianna
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Marianna    24 Marzo, 2019
Ultimo aggiornamento: 25 Marzo, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Direttamente da Amsterdam arrivano a noi i SEITA, che ci presentano un nuovo lavoro di studio; con già all'attivo un EP ed un primo album, vantano una buona continuità musicale e di live che li ha visti calcare diversi palchi. Maledictus Mundi, licenziato il 26 Ottobre 2018 via Massacre Records (ma inizialmente uscito nel 2017 come autoproduzione), è un album che potrebbe interessare ai metallari più “giovani”.

Maledictus Mundi consta di dieci veloci, brutali e “taglienti” tracce, dal tipico stampo Thrash/Death Metal. Il sound è apprezzabile, ma (forse) manca di originalità, una caratteristica che permetterebbe alla band di distinguersi da tante altre. A tal proposito, troviamo la prima track davvero interessante, solo in terza posizione; “Burn the Skies” si apre lentamente, contraddistinta per il lungo assolo, interrotto poi da uno stacco che ci riporta sullo stile tipico dei SEITA. Scream, componente quasi Metalcore, uniti al cantato growl di Michel Gambini, creano brani moderni e più vicini al Metal moderno ed attuale. La seguente “Merchants of Death”, invece, convince più per i ritmati riffs che per la voce; come sempre i lunghi assoli di chitarra la fanno da padrone. Oltre ciò, questa volta, anche il basso di Mike Van Den Heuvel si fa notare, andando a dare vigore ad un brano che, altrimenti, sarebbe stato monotono. Purtroppo, come detto all'inizio, l'album pecca di originalità, pertanto, vi sono poche parole da spendere sulla tracklist; apparendo come un insieme di brani molto simili tra loro, si rimane ben poco colpiti.

I SEITA ci propongono un lavoro sicuramente pieno di frenesia, rabbia viscerale, forza e brutale onestà nei testi, tutte caratteristiche che traspaiono dalla musica, ma non riescono comunque a “brillare”. Sebbene i riffs di chitarra possono catturare l'ascoltatore, la batteria appare davvero troppo “grezza”: la registrazione di quest'ultima lascia davvero dei dubbi. Maledictus Mundi è un prodotto mediocre, dalle marcate influenze Death e vagamente Metalcore che potrebbe riscontrare l'interesse del “metallaro giovane”, senza troppe pretese. Le basi ci sono, ma i SEITA devono fare un “salto di qualità” se vogliono avvicinarsi ad un pubblico più vasto.

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