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I Seventh Dimension si cimentano con un impegnativo doppio concept album, che purtroppo non ci ha pienamente convinti. I Seventh Dimension si cimentano con un impegnativo doppio concept album, che purtroppo non ci ha pienamente convinti. Hot

I Seventh Dimension si cimentano con un impegnativo doppio concept album, che purtroppo non ci ha pienamente convinti.

recensioni

titolo
The Corrupted Lullaby
etichetta
autoprodotto
Anno

Tracklist:

Act I

1. The Dreamer's Requiem

2. Empty Days

3. When Shadows Call

4. Scent of a Rose

5. Oct. 5, 1974: Past Remorse

6. Invitation

7. The Lullaby

 

Act II

8. Elysium

9. An Ancient Tale

10. When Liberty Calls

11. Disconnection

12. Dark Dimension

13. The Dreamer's Escape

14. Leaves of Fall

 

 

Line-up:

Luca Delle Fave - guitars, backing vocals

Nico Lauritsen - vocals

Rikard Wallström - bass, backing vocals

Erik Bauer - keyboards

Marcus Thorén - drums

opinioni autore

 
I Seventh Dimension si cimentano con un impegnativo doppio concept album, che purtroppo non ci ha pienamente convinti. 2019-04-01 17:45:17 Virgilio
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Virgilio    01 Aprile, 2019
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Estenuante. Questa la sensazione che ci resta dopo l'ascolto di questo doppio concept album dei Seventh Dimension. Un'opera certamente ambiziosa per questa band svedese che, pur non avendo mai realmente sfondato, ha pensato per questo suo terzo full-length, intitolato "The Corrupted Lullaby", di realizzare un lavoro parecchio complesso, per una durata complessiva di circa due ore e dieci. Purtroppo, non ci hanno fornito insieme al promo alcuna minima indicazione quanto meno sul plot di questo concept, del quale, in tutta sincerità, abbiamo colto davvero poco o nulla. Quanto all'aspetto musicale, dobbiamo dire di non essere rimasti ben impressionati. Le tracce sono mediamente davvero molto lunghe e fin qui non ci sarebbe nulla di male. Il problema è che ci sembra che questa durata venga sfruttata spesso piuttosto male, perchè tutto sembra procedere come a singhiozzi: quando il brano sembra prendere finalmente un po' di ritmo, ecco che subentrano parti lente, soffuse, con voci che parlano in sottofondo, andando avanti così per svariati minuti, finchè cominciano poi nuovi temi completamente slegati dal resto. In particolare, tutto il primo atto, per quanto ci siano indubbiamente in mezzo parti di prog metal raffinato, si svolge pressochè all'insegna della noia e le tracce sembrano andare avanti senza avere nè capo nè coda. Anzi, il brano conclusivo, intitolato "The Lullaby", sembra volutamente dare il colpo di grazia ad un ascoltatore già provato da tutto il resto. Va un po' meglio con l'atto secondo, dove ci sono senz'altro alcune tracce più convincenti, come "Elysium" e "Dark Dimension", che dimostrano come i Seventh Dimension sappiano anche concepire e realizzare brani di buon livello, ma nell'insieme qualcosa sembra non funzionare. In primo luogo il problema potrebbe essere legato proprio alla necessità di stare dentro ad un concept che in qualche modo finisce per ingabbiare la libertà espressiva della band. In altri casi, non ci convince invece la produzione: prendiamo il caso di "An Ancient Tale", un brano con buone invenzioni e inserti orientaleggianti, ma dove alcuni suoni lasciano perplessi e anche le chitarre sembrano un po' "zanzarose" piuttosto che esprimere un sound potente e deciso. In qualche altra traccia, invece, la band sembra voler dilatare a tutti i costi la durata del brano, inserendo interminabili divagazioni strumentali che non sempre sembrano efficaci nel contesto del brano: così, ad esempio, nella lunga suite "The Dreamer's Escape", ci sono soluzioni pregevoli, però mescolate con talmente tanta roba da far perdere di vista le cose più interessanti, pur tralasciando, peraltro, i soliti intermezzi parlati. In conclusione, la nostra sensazione è che i Seventh Dimension abbiano voluto fare il passo più lungo della gamba: in "The Corrupted Lullaby" ci sono buone idee, ma c'è anche tanto eccesso, persino superfluo, ci verrebbe da dire. Probabilmente, concentrando il meglio ne sarebbe venuto fuori un buon disco: così, invece, ci hanno convinto davvero poco.

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