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Un debutto discreto per la one man band francese Obturate Un debutto discreto per la one man band francese Obturate Hot

Un debutto discreto per la one man band francese Obturate

recensioni

gruppo
titolo
The Bleeding Mask of Dread
etichetta
Bleed Records
Anno

PROVENIENZA: Francia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Immolation, Morbid Angel, Cannibal Corpse 

LINE UP: 
Phobos - vocals, all instruments 

TRACKLIST: 
1. Blue Marks on Her Neck [03:55] 
2. Unknown Breed [02:41] 
3. Under the Ninth Moon Rain [03:44] 
4. On Your Corpse I Spit [02:46] 
5. Within Their Throat [04:40] 
6. Scarlett Stains Upon the Bodies [03:00] 
7. Underneath Your Skin [04:27] 
8. Bloodbringers [02:53] 
9. Obsidian Wraith [02:55] 
10. Wear That Flesh [05:12] 

Running time: 36:13 

opinioni autore

 
Un debutto discreto per la one man band francese Obturate 2019-04-02 16:07:27 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    02 Aprile, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Arriva da Strasburgo, Francia, il progetto Obturate, one man band Death Metal con alla guida il solo Phobos ad occuparsi di tutto. "The Bleeding Mask of Dread", prodotto da Bleed Records, è il debutto assoluto per l'artista francese ed il suo solo-project; Phobos si presenta con dieci tracce - per un totale che supera di poco la mezz'ora - a cavallo tra il Death più classico (nelle note informative allegate sono citati come influenze Immolation, Morbid Angel e Cannibal Corpse) e certe soluzioni un po' più moderne, che risiedono soprattutto in fraseggi più melodici che danno una maggior ariosità alle composizioni. Tutto sommato, comunque, quello di Obturate è un Death Metal abbastanza standard: ben suonato, con una produzione più che buona, anche se non mancano momenti in cui i suoni risultano essere un po' più caotici, ma ci si può tranquillamente passare sopra. Così come si può passare sopra a piccole imperfezioni che spuntano qua e là, che sinceramente non credo vadano ad inficiare la buona resa di un disco che si lascia ascoltare con abbastanza fluidità. L'avere il comando assoluto delle operazioni permette a Phobos di potersi concentrare in toto sulle proprie composizioni ed il risultato finale è da ritenersi soddisfacente: seppure "The Bleeding Mask of Dread" non sia magari un capolavoro e presenti anzi qualche difetto su cui il musicista francese dovrà limare qualcosina, è comunque un disco che la sufficienza piena la raggiunge, grazie anche a pezzi come "Unknown Breed" e "On Your Corpse I Spit". Buon debutto, insomma, ma ci si potrà aspettare di meglio in futuro.

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