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Gli indiani Plague Throat si confermano una delle bands più interessanti del continente asiatico Gli indiani Plague Throat si confermano una delle bands più interessanti del continente asiatico Hot

Gli indiani Plague Throat si confermano una delle bands più interessanti del continente asiatico

recensioni

titolo
Evolutionary Impasse
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: India 

GENERE: Technical Death Metal 

FFO: Hour of Penance, Psycroptic, Cannibal Corpse, Dying Fetus 

LINE UP: 
Nangsan Lyngwa - vocals, guitars 
Malice - drums 

TRACKLIST: 
1. The Epoch of Catastrophe I [01:24] 
2. The Epoch of Catastrophe II [03:57] 
3. Instruments of Antipathy [03:22] 
4. Primitive Defence Mechanism [03:39] 
5. Re-Shaping a Paralysed World [02:58] 
6. Portraying a Void [02:16] 

Running time: 17:26 

opinioni autore

 
Gli indiani Plague Throat si confermano una delle bands più interessanti del continente asiatico 2019-04-02 17:41:00 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    02 Aprile, 2019
Ultimo aggiornamento: 02 Aprile, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Abbiamo già incontrato gli indiani Plague Throat un paio d'anni fa, recensendo l'album "The Human Paradox" (2017, Transcending Obscurity India), e li vediamo tornare oggi sulle nostre pagine con un EP autoprodotto a nome "Evolutionary Impasse". Da quanto sentimmo con la precedente uscita è cambiato un po' in casa Plague Throat: a cominciare dalla formazione, ridotta a due soli membri con il chitarrista/cantante Nangsan Lyngwa ed il batterista Malice, fino alla proposta musicale dei nostri. Se in "The Human Paradox" potevamo sentire una band che, sì, spingeva soprattutto verso lidi del Death tecnico ma con elementi thrashy tipici dei Vader, oggi di quest'ultima componente è rimasta solo una vaghissima eco. L'approccio dei Plague Throat si è difatti fatto più diretto e brutale, alzando ulteriormente l'asticella sul piano tecnico: nei cinque pezzi (più intro) che compongono "Evolutionary Impasse" possiamo facilmente trovare l'ombra dei nostri Hour of Penance o deu Dying Fetus, ma anche passaggi più tecnicamente schizoidi à la Psycroptic, lasciando momenti vaderiani solo nella parte centrale di "Primitive Defence Mechanism"; "The Epoch of Catastrophe II", "Instruments of Apathy" e "Re-Shaping a Paralysed World" sono bordate tra il Technical Death e lo US Brutal Death, con un Malice letteralmente indemoniato dietro le pelli (senza nulla togliere al Lyngwa alla chitarra). Rapida e ferale conclusione di EP affidata poi a "Portraying a Void", meno brutalmente veloce rispetto le precedenti, ma anche quella che forse più delle altre canzoni richiama i Dying Fetus.
I Plague Throat non solo confermano le ottime impressioni suscitate con il loro vecchio lavoro, ma con questo approccio più diretto e marcatamente Death Metal riescono ad essere ancor più interessanti rispetto ad un paio d'anni fa. "Evolutionary Impasse" è un buonissimo EP che ha il solo difetto di durare poco: si aspetterà in redazione un nuovo lavoro della band indiana, sperando sia su una più lunga distanza.

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