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Non paragonate i Cellar Darling agli Eluveitie! Non paragonate i Cellar Darling agli Eluveitie!

Non paragonate i Cellar Darling agli Eluveitie!

recensioni

titolo
The Spell
etichetta
Nuclear Blast
Anno

PROVENIENZA: Svizzera

GENERE: Progressive/ Folk/ Rock

LINE UP:

Anna Murphy - Voce/ Hurdy-Gurdy/ multi-instrumentalist
Merlin Sutter - Batteria
Ivo Henzi - Chitarra/ Basso

TRACKLIST:

1. Pain
2. Death
3. Love
4. The Spell
5. Burn
6. Hang
7. Sleep
8. Insomnia
9. Freeze
10. Fall
11. Drown
12. Love Pt. II
13. Death Pt. II

opinioni autore

 
Non paragonate i Cellar Darling agli Eluveitie! 2019-04-14 19:19:17 Marianna
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Marianna    14 Aprile, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo due anni di attesa, tornano i Cellar Darling con un album fortemente emotivo e che scandaglia l'animo umano. Uscito il 22 Marzo di quest'anno, The Spell è un lavoro che, volente o nolente appare come una sorta di biografia di ogni membro; la storia dei singoli che, se ascoltata attentamente, ci rispecchia.

La trama ruota attorno alla figura mistica di una ragazza senza nome, nata in un mondo cupo, pieno di dolore e portato alla deriva dall'uomo. Nonostante questo terribile scenario, ella cerca la sua via ed il vero significato della vita; le tredici tracce (ognuna con il nome di emozioni dell'animo umano ndr.) ci accompagnano in questo suo turbolento malessere che, inevitabilmente, diventa anche il nostro. Il colpo di scena avviene con l'incontro e l'innamoramento tra lei e la Morte; il finale è ambiguo e lascia l'ascoltatore meravigliato.
L'album si apre con il brano “Pain”, caratterizzato dalla armoniosa e travolgente voce di Anna Murphy; il cantato non risulta mai troppo “spinto”, mantenendosi sempre su uno stile più Rock che Folk, accompagnato da una coerente parte strumentale. Il pezzo seguente è “Death”, dai toni decisamente più cupi e sofferti che ben rendono la drammaticità del tema narrato; davvero interessante è lo stile Doom riscontrabile a metà brano. Parte del minutaggio è riservata al flauto il quale esaspera ancora di più i toni. In netta contrapposizione a ciò che si è ascoltato fino ad ora, ecco spuntare “Love”: il cantato appare fresco, le arie si fanno più “aperte” e tutto sembra, magicamente, rasserenarsi. La musica appare pervasa da una forte verve a cui lo stesso ascoltatore non può rimanere indifferente; Anna Murphy si mostra abile nei rapidi e vari passaggi canori. Al quarto posto troviamo la title-track “The Spell” con attenti e precisi vocalizzi della Nostra voce femminile, “incorniciati” da parti corali e giri hurdy-gurrdy. Il lungo e tortuoso percorso di indagine dell'animo umano, prosegue con la “delicata” “Sleep”; piano e voce si fondo perfettamente tra loro, fino a rendere l'atmosfera rarefatta. In questo momento mistico, metafisico ed illusorio, l'ascoltatore viene quasi “cullato” da Anna Murphy, immedesimandosi a pieno nella storia della giovane protagonista. Interessante è la chiusa del brano: la melodia, quasi impercettibile, è spezzata dall'aggressività del piano e dai suoni dell'ambiente circostante. Forte e ben elaborata è la varietà di influenze musicali presenti in The Spell che, in modo preciso e ben studiato, riescono a creare tracks mai banali e sempre “in linea” con la tematica narrata. Esempio di quanto detto ora è “Drown”, la quale incorpora al suo interno riffs duri, taglienti e la musicalità quasi “fiabesca” infusa dal hurdy-gurdy.
La fine di questo lungo travaglio interiore e viaggio spirituale della ragazza protagonista, viene narrato nelle due tracce finali: “Love Pt. II” e “Death Pt. II”; in quest'ultima, in particolare, si avverte un forte senso di liberazione. Attraversati momenti turbolenti e calatasi a pieno nel doloroso mondo umano, ella è finalmente pronta a trovare la pace e senso di vita nel proprio riscatto interiore.

The Spell si presenta come un disco dalle molteplici contaminazioni: dal Rock, al Progressive, passando per il Doom, non risultando mai “monotono”. Del retaggio degli Eluveitie vi è ben poco, in quanto la componente Folk è presente, ma non risulta incisiva; il percorso è diverso e pieno di interessanti novità. Grazie all'accuratezza riservata alla produzione, alla creazione di testi e musiche accattivanti, il prodotto finale è uno dei migliori usciti (fino ad ora) quest'anno. Un disco dalla forte tematiche che, seppur involontariamente, risulta profondamente autobiografico, diventando una sorta di “viaggio personale” all'interno dell'anima della stessa Anna Murphy.
I Cellar Darling, con questo lavoro, si riconfermano un progetto dalle innumerevoli sfaccettature, interessante, tecnicamente valido e che non delude le (alte) aspettative.

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