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Vent'anni sulla scena non pesano sulla qualità musicale degli Helheim Vent'anni sulla scena non pesano sulla qualità musicale degli Helheim

Vent'anni sulla scena non pesano sulla qualità musicale degli Helheim

recensioni

gruppo
titolo
Rignir
etichetta
Dark Essence Records
Anno

PROVENIENZA: Norvegia

GENERE: Black Metal

LINE UP:

Hrymr - Batteria/ Programming
Vgandr - Basso/ Voce
Hgrimnir - Rhythm Chitarra/ Voce
Noralf - Rhythm & Lead Chitarra

TRACKLIST:
1. Rignir
2. Kaldr
3. Hagl
4. Snjóva
5. Ísuð
6. Vindarblástr
7. Stormviðri
8. Vetrarmegin

opinioni autore

 
Vent'anni sulla scena non pesano sulla qualità musicale degli Helheim 2019-04-28 17:19:43 Marianna
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Marianna    28 Aprile, 2019
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Vent'anni di esperienza per una band sono un vero e proprio successo ma, spesso, si finisce per “ripetersi”, creando prodotti uguali e poco convincenti. Non è questo il caso degli Helheim che ci propongono il loro decimo full-lenght; Rignir (che significa: “Pioggia” ndr.) in uscita il 26 Aprile di quest'anno è un lavoro complesso e ricco di “sfumature” sonore. La stessa band dichiara che per la creazione è stata influenzata dal clima di Bergen (la loro città natale ndr.) e dalle sue stagioni invernali ed autunnali. Esse sono in grado di suscitare nell'uomo un forte senso di malinconia, risvegliandone i sentimenti più oscuri e reconditi, da cui trarne ispirazione.

Rignir si apre con con l'omonima title-track, dai toni “freddi”, quasi disperati, della durata di circa otto minuti. Un brano per nulla “pesante” nonostante il lungo minutaggio, capace di trascinare l'ascoltatore in un'atmosfera riflessiva, interrotta solo dai potenti riffs posti sul finale. La seguente “Kaldr” è totalmente opposta al precedente, essa si caratterizza per il perfetto dualismo vocale tra Vgandr e Hgrimnir; le parti in “pulito” ben si sposano con quelle sofferte di uno Scream accorato. Se all'inizio la musica si fa più serrata, è circa verso metà brano che si percepisce un'apertura musicale; arie più distese che accompagnano un forte senso di solennità so contrappongo all'inizio. La capacità della band di sviluppare voci in pulito ed armonie più “ampie” dà alla luce brani dal potente impatto come “Hagl”; esso colpisce per la forte “suggestione” che suscita. Lo scrosciare della pioggia permette all'ascoltatore di immergersi a pieno nella Natura risvegliandolo, poi, dal turbinio di chitarre e potenza vocale del nostro vocalist. Gli Helheim riescono a stupire per la caparbietà di unire sonorità Viking-Black a quelle più “distese”, creando un album dalle molteplici sfaccettature: da quelle più “soft” a quelle più “crude” dello Scream, sembrano catapultarci nei paesaggi norvegesi. Scorrendo la tracklist troviamo “Vindarblástr “, dall'inizio fiero, bellicoso, dall'imponente e “profondo” cantato che crea una forma quasi “liturgica”. Le impetuose chitarre, unite alla martellante batteria di Hrymr fanno da cornice ad un pezzo dai molteplici sentimenti: forza, rabbia, dolore e (quasi) regalità; il più breve di tutto il disco ma, forse, tra i più significativi. In chiusura troviamo “Vetrarmegin “ dove spicca l'anima Black Metal della band, amplificata dagli intermezzi corali più solenni. Il finale di questo pezzo sembra scemare verso suoni più “mistici”, quasi psichedelici ed elettronici.

Durante l'ascolto di Rignir si percepisce il grande impegno e volontà nell'indagare la parte più oscura e nascosta dei sentimenti e lo stretto legame tra Uomo e Natura. Il contatto con Bergein ha permesso ai Nostri di sviluppare i mille risvolti sensoriali che l'ambiente ha sulla persona; le parole diventano il mezzo per descrivere tali emozioni. Lo sviluppo della gamma vocale in “pulito”Growl e Scream, diventano funzionali a quanto espresso poc'anzi; si crea, così, un album dallo stile Viking, Black, Ambient ed a tratti Progressive. Un lavoro pervaso da una forte carica di misticismo, alienazione e profondità, uniti ad un senso di sofferenza ma, anche, voglia di “riscatto” interiore. Gli Helheim danno alla luce un full-lenght intrigante, carico di emozioni, caratterizzato da potenti riffs ed una incessante batteria.
Rignir è un lavoro “oscuro” e complesso ma che vi regalerà e susciterà grandi sensazioni.

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