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Atrocity: Celebrano il trentennale di "Blue Blood" Atrocity: Celebrano il trentennale di "Blue Blood"

Atrocity: Celebrano il trentennale di "Blue Blood"

recensioni

gruppo
titolo
Spell Of Blood
etichetta
Massacre Records
Anno

01. Spell Of Blood

02. Blue Blood

 

Line Up: 

Alexander Krull: Vocals

Thorsten Bauer: Guitars/Bass

Joris Nijenhuis: Drums

Pete Streit: Guitars

opinioni autore

 
Atrocity: Celebrano il trentennale di "Blue Blood" 2019-04-30 17:06:28 Gianni Izzo
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    30 Aprile, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Più che un semplice singolo estratto dall'ultimo disco “Okkult II”, gli Atrocity hanno voluto celebrare il trentennale del lancio della seminale “Blue Blood”, tratta dal primissimo Ep di cui era la title-track. Nel 1989 fu stampato in vinile nei colori blu, grigio e nero, anche adesso il singolo viene rilasciato in vinile 7’’ nei medesimi colori, con il blu che può essere acquistato solo online.
“Blue Blood” è stata ri-registrata per l’occasione, niente più intro di batteria come all'epoca, con una produzione moderna, più potente, più pulita ma cercando di lasciare intatte le caratteristiche di quel sound selvaggio che la band tedesca aveva ad inizio carriera. Operazione riuscita per quel che mi riguarda ed è un piacere riascoltare “Blue Blood” con una produzione che dia potenza ai suoni, all'epoca abbastanza impastati soprattutto nelle parti in blast.
“Spell Of Blood”, come detto, viene direttamente dal recente “Okkult II”, secondo capitolo di quella che dovrebbe essere una trilogia in cui gli Atrocity hanno voluto cercare di tornare proprio al sound delle proprie radici, lasciando da parte le sperimentazioni elettroniche e diminuendo drasticamente fino all'osso, anche quelle più gotiche. “Spell Of Blood” in particolare si presenta come una classica canzone death metal, che in realtà potrebbe essere stata scritta da qualsiasi band death in circolazione con un po’ di dimestichezza tecnica. Molto lineare, basica, insomma la differenza di ispirazione e intenti nei due brani si sente e pesa, i primi Atrocity avevano fame, ispirazione e voglia di lasciare un segno, questi ultimi sembrano un po’ come voler dire al mondo che sanno ancora pestare duro se ci provano. In un certo senso mi hanno ricordato alcuni dischi più recenti dei Moonspell, spingono sul pedale ritmico e sulla rozzezza dei riff, ma in realtà tutto rimane abbastanza anonimo e freddo. Ovviamente il singolo è da collezione ed esclusivamente dedicato agli ultrà del gruppo, ma anche qui se ne potrebbe fare a meno. Il voto presenta il divario qualitativo tra i due pezzi, decisamente buona "Blue Blood", facilmente dimenticabile "Spell Of Blood"

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