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Brutale e sfrontato, il secondo lavoro dei Body Harvest è un'unica bordata di 40 minuti Brutale e sfrontato, il secondo lavoro dei Body Harvest è un'unica bordata di 40 minuti Hot

Brutale e sfrontato, il secondo lavoro dei Body Harvest è un'unica bordata di 40 minuti

recensioni

titolo
Parasitic Slavery
etichetta
Comatose Music
Anno

PROVENIENZA: U.K. 

GENERE: Death Metal 

FFO: Morbid Angel, Hate Eternal, Krisiun, Nile 

LINE UP: 
Jake Ettle-Iles - vocals, guitars 
Gareth Nash - vocals, guitars 
Dan Shaw Odell - bass 
Will Pearson - drums 

TRACKLIST: 
1. The Wrath of Ra [00:51] 
2. Global Decimation [04:20] 
3. Hierarchy of Grief [04:19] 
4. Consumed by Tyrants [04:24] 
5. Narcissistic Being [04:14] 
6. Parasitic Slavery [04:45] 
7. The Prophet [03:07] 
8. The Endless Ascent [03:14] 
9. Darkness Descends [04:51] 
10. Apocalyptic Abomination [04:05] 

Running time: 38:10 

opinioni autore

 
Brutale e sfrontato, il secondo lavoro dei Body Harvest è un'unica bordata di 40 minuti 2019-05-04 17:45:22 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    04 Mag, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando pensiamo al Death Metal made in UK è inevitabile associare il tutto a gruppi come Bolt Thrower e Benediction su tutti (e ultimamente i Memoriam). E' un piacevole diversivo quindi avere a che fare con un gruppo come i Body Harvest, arrivati con "Parasitic Slavery" alla pubblicazione del secondo album. Il quartetto di Bristol è infatti dedito ad un Death Metal dalle pesanti tinte US, con influenze che appaiono chiare dalle primissime note di questa loro nuova fatica licenziata da Comatose Music: Morbid Angel, Hate Eternal, Nile. E' con queste chiare coordinate che ci si addentra nei meandri di "Parasitic Slavery", una quarantina di minuti di violenza allo stato brado in cui possiamo assistere all'incontro tra le chitarre taglienti e granitiche tipiche di Morbid Angel e Hate Eternal con una terremotante sezione ritmica che, insieme a brevi fraseggi orchestrali di tanto in tanto, non possono non ricordare Karl Sanders e soci. E no, non dovete aspettarvi una band che prende e scopiazza i gruppi da cui trae ispirazioni: di personalità i Body Harvest dimostrano di averne a tonnellate, grazie ad una prova a dir poco muscolare tanto dei due membri fondatori Jake Ettle-Iles e Gareth Nash - i cui duetti sia alla chitarra che con la doppia voce sono l'highlight dell'opera dei Body Harvest -, quanto dei due ultimi entrati Dan Shaw Odell e Will Pearson, che vanno a formare una sezione ritmica dall'immediato affiatamento che riesce a montare su una muraglia sonora invalicabile. Non brillerà magari per originalità questo "Parasitic Slavery", ma ha il pregio di richiamare immediatamente l'attenzione degli amanti delle sonorità più dirette e senza compromessi con un lotto di brani in cui il quartetto britannico non si concede nemmeno un attimo di pausa; è insomma uno di quegli album in cui è complicato trovare un brano che possa sopravvalere sugli altri (magari cercando proprio il proverbiale ago nel pagliaio potremmo indicare "Consumed by Tyrants" seguito di un'incollatura da "Hierarchy of Grief"), ma che è invece da ascoltare dall'inizio alla fine prendendo atto di essere colpiti da una serie infinita di mattonate dritte in faccia.
Brutale e sfrontato, come da titolo della recensione, "Parasitic Slavery" è un lavoro che saprà facilmente accontentare ogni deathster che sia degno di tal nome. Vero che difficilmente si rimane delusi da un lavoro prodotto da Comatose Music, ma in questo caso la label statunitense ha fatto particolarmente centro.

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