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Osiah: una rivelazione nel panorama deathcore britannico Osiah: una rivelazione nel panorama deathcore britannico Hot

Osiah: una rivelazione nel panorama deathcore britannico

recensioni

gruppo
titolo
Kingdom of Lies
etichetta
Unique Leader Records
Anno

Tracklist:

  • Return to the Old World
  • The Western Star
  • Abattoir
  • Reflections of a Monster
  • Awakening
  • Ascension
  • Hellborn
  • Telluric Necromancy
  • The March
  • Red Hue upon a Lunar Equinox
  • The Eastern Star (Convolvulus)
Line-up:
  • Ricky Lee Roper - Vocals
  • Chris Keepin - Guitar
  • Rownan Tennet - Guitar
  • Andy Mallaby - Bass
  • Noah Plant - Drums

opinioni autore

 
Osiah: una rivelazione nel panorama deathcore britannico 2019-05-04 17:53:08 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    04 Mag, 2019
Ultimo aggiornamento: 04 Mag, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Bene bene signori, finalmente si esce dalle recensioni a cui vi ho abituato da un paio di anni a questa parte: oggi lasciamo da parte thrash e melodic death per occuparci di deathcore. Vi presento gli Osiah ed il loro secondo album "Kingdom Of Lies", pubblicato un giorno fa (3 maggio) via Unique Leader Records. Che dire, una cannonata per gli amanti del genere che conferma il grande talento di questi ragazzi, entrati a buon diritto nel panorama delle migliori band underground del genere.
Dimenticate i classici canoni a cui ci hanno abituato band ben più famose, Suicide Silence (diventati pietosi tra l'altro), Heaven Shall Burn, All Shall Perish e compagnia bella per intenderci. Qui siamo su ben altri lidi dove l'imperativo è picchiare forte e far piovere budella e sangue per tutta la durata dell'album.

Già il precedente "Terror Firma" del 2016 sprizzava energia e furia omicida da tutti i pori denotando, nel contempo, un enorme potenziale da parte del quintetto. Potenziale che il nuovissimo "Kingdom Of Lies" porta finalmente a compimento, come fosse una farfalla che esce dal bozzolo. Il deathcore proposto dagli Osiah è feroce, violento, blastato a manetta e fortemente influenzato dallo slam death in stile Kraanium per intenderci. Bellissime, a mio avviso, le parti simil melodiche che danno un senso di follia omicida e terrore all'ascoltatore. Perfetto come esempio è la malatissima "Reflections Of a Monster": folle sotto ogni punto di vista, è la miglior rappresentazione di quanto detto fino ad ora, piena zeppa di blast beat e riff pesanti come presse idrauliche che trasudano ferocia da tutti i pori. E vogliamo tralasciare la performance canora di Ricky Lee Roper? Assolutamente no! Pig growl cavernoso e disumano, pig squeal al limite del possibile -sembra davvero un maiale sgozzato. Che figata!- e scream corrosivo come una lama arrugginita che ti penetra lentamente. Insomma, un tripudio di violenza affatto scontato in grado di menare forte dalla prima all'ultima nota.

Gli Osiah riescono a rompere gli schemi del classico deathcore proponendo un album che si avvicina molto al death primordiale degli Aborted e dei Bloodbath impreziosito dai classici canoni del genere (pesanti blast beat e breakdown distruttivi). Il risultato? Una bomba che consiglio a tutti gli scettici e criticoni del genere. Non fermatevi ai soliti quattro nomi conosciuti, ma andate oltre e scavate a fondo: potreste trovare delle piccole gemme come questa. Good job guys!

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