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Ottimo esordio per i Signs of Human Race, i quali hanno saputo realizzare un disco di assoluto valore. Ottimo esordio per i Signs of Human Race, i quali hanno saputo realizzare un disco di assoluto valore. Hot

Ottimo esordio per i Signs of Human Race, i quali hanno saputo realizzare un disco di assoluto valore.

recensioni

titolo
Inner Struggle of Self-Acceptance
etichetta
SLIPTRICK RECORDS
Anno

Line-up:

Remek James Robertson - vocals

Diego Lorenzi - guitars

Davide Brighenti - bass

Samuele Leonard Sereno - drums

 

Tracklist:

1. Dreaming Reality

2. Above the Languages of Life

3. Journey into Self-reflection

4. Of Love and Misgiving

5. Choking in Hopeless Agony

opinioni autore

 
Ottimo esordio per i Signs of Human Race, i quali hanno saputo realizzare un disco di assoluto valore. 2019-05-09 18:04:37 Virgilio
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Virgilio    09 Mag, 2019
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"Inner Struggle of Self-Acceptance" è il titolo dell'album di debutto dei bresciani Signs of Human Race. Un disco per certi versi sorprendente, se si considera proprio che si tratta del loro esordio, ma che lascia trapelare già una maturità ed una personalità non indifferenti. Le influenze principali sono certamente riconoscibili: diremmo innanzitutto Tool, poi senz'altro Opeth e Pink Floyd, però lo stile costruito dalla band rappresenta comunque un mix ben rielaborato, tutt'altro che banale o scontato. I Signs of Human Race riescono infatti a realizzare dei brani molto ben articolati, dove sfumature progressive si intrecciano tra sfuriate cariche di groove e passaggi più atmosferici ed introspettivi; anche la voce è ora calda e delicata, ora aggressiva, talvolta addirittura in growl. D'altronde, le tematiche alla base delle canzoni si focalizzano principalmente su relazioni umane, sentimenti e risvolti psicologici e proprio queste diverse sfaccettature del loro stile riescono bene ad esprimere una serie di concetti o di sensazioni. Peraltro, nella maggior parte delle cinque tracce che compongono l'album, la band si cimenta su durate alquanto lunghe, nelle quali riesce a rappresentare un continuo turbinio di emozioni, espresse con performance suggestive e cariche di pathos. Davvero un ottimo esordio, dunque, che ci ha davvero colpiti per la sua originalità e la sua ricchezza espressiva. Assolutamente consigliato.

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