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Tornano i Possessed e chiunque non può far altro che inchinarsi dinanzi a Becerra e soci Tornano i Possessed e chiunque non può far altro che inchinarsi dinanzi a Becerra e soci

Tornano i Possessed e chiunque non può far altro che inchinarsi dinanzi a Becerra e soci

recensioni

gruppo
titolo
Revelations of Oblivion
etichetta
Nuclear Blast
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death/Thrash Metal 

SIMILAR ARTISTS: Death, Venom, Slayer, Sarcófago, (early) Sepultura 

LINE UP: 
Jeff Becerra - vocals 
Daniel Gonzalez - guitars 
Claudeous Cramer - guitars 
Rober Cardenas - bass 
Emilio Marquez - drums 

TRACKLIST: 
1. Chant of Oblivion [01:53] 
2. No More Room in Hell [04:48] 
3. Dominion [04:25] 
4. Damned [05:01] 
5. Demon [05:16] 
6. Abandoned [05:20] 
7. Shadowcult [04:44] 
8. Omen [06:41] 
9. Ritual [04:47] 
10. The World [05:09] 
11. Graven [04:19] 
12. Temple of Samael [01:49] 

Running time: 54:12 

opinioni autore

 
Tornano i Possessed e chiunque non può far altro che inchinarsi dinanzi a Becerra e soci 2019-05-11 15:15:50 Daniele Ogre
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Mag, 2019
Ultimo aggiornamento: 11 Mag, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quello che ci stiamo accingendo a recensire è con ogni probabilità uno dei ritorni più attesi in assoluto. E non solo di quest'annata, ma proprio in generale chiunque ascolti, viva o respiri Extreme Metal (soprattutto Death) attendeva da anni un nuovo lavoro che avesse su il satanico marchio dei Possessed. Ebbene, l'attesa è giunta al termine il 10 maggio del 2019 con l'uscita di "Revelations of Oblivion", terzo album della leggendaria band californiana che arriva trentatré anni dopo "Beyond the Gates" ed a trentaquattro da quel "Seven Churches" che fu un vero spartiacque per la storia del Metal estremo insieme all'EP dell'anno precedente che avrebbe generato il nome per il genere nascente per mano proprio dei Possessed: "Death Metal". La storia della band è cosa ben nota, con la paralisi di Jeff Becerra a seguito del coinvolgimento casuale in una sparatoria, un primo tentativo di riportare in vita il progetto per mano di Mike Torrao fallito miseramente, fino a quando nel 2007 è proprio Becerra a prendere in mano la situazione riformando i Possessed circondandosi di nuovi musicisti; sulle prime sono stati Ernesto Bueno, Rick Cortez e Bay Cortez dei Sadistic Intent, stessa band da cui proveniva l'unico componente in formazione rimasto dalla rinascita, il batterista Emilio Marquez (anche negli Asesino).
Anni di concerti poi finalmente il tanto atteso annuncio: i Possessed al lavoro su un nuovo disco. Ed eccolo qua finalmente nelle nostre mani, quel "Revelations of Oblivion" che ironicamente (pensando alle tematiche della band) esce a trentatré anni di distanza dal predecessore. E l'album in questione è quanto di meglio ci si potesse aspettare da Becerra e soci! In primis c'è da dire che non è uno di quei lavori ammantati di nostalgia, un disco che quel sapore di come back in cui si ritrova esattamente quanto fatto in precedenza (ossia tre decadi prima) dalla band; c'è ovviamente quell'approccio diretto e quei suoni maledettamente old school che non possono non far parte del DNA dei Possessed, ma il tutto riesce a risultare potente e a suo modo 'fresco' come un album moderno: va dato in questo caso grande merito alla produzione del mastermind degli Hypocrisy Peter Tägtgren nei suoi Abyss Studios. "Revelations of Oblivion" è un album diabolicamente sublime: diretto, estremamente sfrontato, con ognuno dei brani che lo compongono che è semplicemente un proiettile sparato a tutto, una scheggia impazzita capace di colpire secondo dopo secondo. Già a cominciare dall'intro "Chant of Oblivion" ed i suoi suoni da colonna sonora di film horror e con le sue campane a morto che danno il via alla malvagia danza dei Possessed, passando poi a "No More Room in Hell", pezzo scelto come primo singolo e perfetta opening track di un disco 'cattivo' dal primo all'ultimo secondo. La violenza belluina del Death Metal degli albori, la rapidità d'esecuzione del Thrash Metal, chitarre taglienti, sezione ritmica strabordante, il tutto messo al servizio dell'urlante ugola di Jeff Becerra, che a tratti potrà sembrarvi monotona nel suo essere senza quasi alcuna variazione e decisamente figlia degli insegnamenti di Lemmy, ma lasciateci dire che non potrebbe esserci una voce diversa per quanto possiamo ascoltare in questo lavoro. Che poi Jeff non manca di una certa teatralità un po' alla King Diamond come in "Demon" e "Omen", ad essere onesti. Musicalmente maligni, con incessanti e repentini cambi di tempo che non danno un secondo che sia uno di tregua al malcapitato ascoltatore, "Revelations of Oblivion" è un album che va assaporato nota dopo nota e che ha le sue cartucce migliori nella già citata "No More Room in Hell" e nella terremotante "Shadowcult", senza che però vadano dimenticate "Abandoned", "Graven" (che sembra quasi un pezzo dei Bulldozer) e "Damned", quest'ultimo altro pezzo equiparabile ad un vero e proprio terremoto.
Si è sempre stati legati con affetto al nome dei Possessed per via di quei primi lavori a cavallo della prima metà degli anni '80, ma probabilmente non ci siamo mai realmente accorti quanto ci mancassero fino a quando "Revelations of Oblivion" non è irrotto sul mercato con tutta la sua satanica furia. L'attesa è stata molto, forse troppo, lunga, ma dopo aver ascoltato gli oltre 50 minuti di questo lavoro possiamo dire solo che ne è valsa la pena. Signori, i Possessed sono tornati con tutta la loro carica distruttiva, con tutta la loro malignità, regalandoci un album come "Revelations of Oblivion" che ti prende letteralmente a schiaffoni in faccia per 54 minuti e 12 secondi, non uno di più, non uno di meno. Che disco, ragazzi miei. Che disco!

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