A+ A A-
 

Con il loro terzo album, gli statunitensi Abnormality non deludono affatto le aspettative Con il loro terzo album, gli statunitensi Abnormality non deludono affatto le aspettative Hot

Con il loro terzo album, gli statunitensi Abnormality non deludono affatto le aspettative

recensioni

titolo
Sociopathic Constructs
etichetta
Metal Blade Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Technical Brutal Death Metal 

FFO: Suffocation, Cryptopsy, Origin, Deeds of Flesh 

LINE UP: 
Mallika Sundaramurthy - vocals 
Jeremy Henry - guitars 
Sam Kirsch - guitars 
Josh Staples - bass 
Jay Blaisdell - drums 

TRACKLIST: 
1. Monarch Alpha [03:42] 
2. Penance [03:48] 
3. Kakistocracy [04:06] 
4. Transmogrification of the Echoborgs [03:47] 
5. A Catastrophic and Catalyzing Event [05:00] 
6. Aeternum [00:50] 
7. Dying Breed [03:54] 
8. A Seething Perversion [04:06] 
9. Curb Stomp [03:30] 

Running time: 32:43 

opinioni autore

 
Con il loro terzo album, gli statunitensi Abnormality non deludono affatto le aspettative 2019-05-15 17:12:22 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    15 Mag, 2019
Ultimo aggiornamento: 15 Mag, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Terzo album per gli statunitensi Abnormality, secondo sotto l'egida di Metal Blade: la Technical/Brutal Death band attiva dal 2005 si dimostra ancora una volta ben quadrata e compatta, riuscendo come sempre a tirar fuori un album a dir poco soddisfacente. Le ottime impressioni che suscitarono col debutto del 2012 "Contaminating the Hive Mind" e che furono confermate dalla loro secondo opera "Mechanisms of Omniscience" del 2016, trovano ora definitiva consacrazione con "Sociopathic Constructs", grazie soprattutto ad un sound sì brutale e sfrontato ma in cui i Nostri non fanno mancare di certo una gran dose di tecnica. Il merito maggiore degli Abnormality è però quello di evitare l'errore che molti gruppi 'Technical' compiono, ossia quello di non perdersi in inutili lungaggini per mostrare quanto bravi siano con gli strumenti in mano; invece il quintetto del Massachussets decide di mostrare i muscoli con una serie di brani che fanno dell'approccio violento il proprio vessillo. Tutto "Sociopathic Constructs" è scritto, arrangiato e suonato con criterio, senza che la band guidata dalla vocalist Mallika Sundaramurthy scada in qualcosa di caotico, nemmeno quando le trame dei brani si fanno più intricate, come in uno dei singoli che han fatto d'anteprima all'uscita, "A Catastrophic and Catalyzing Event" (con quell'assolo slayeriano che è una chicca di quest'album). E' innegabile però come gli Abnormality riescano a dare il meglio quando decidono d'attaccare a testa bassa e lo dimostrano con fucilate come "Monarch Alpha", "Dying Breed" e "Curb Stomp", traccia di chiusura che è stata anche scelta come primo singolo: un'ottima chiusura per un album che si lascia ascoltare tutto d'un fiato.
Con tre album di ottima fattura su tre, possiamo tranquillamente parlare degli Abnormality come uno dei gruppi di punta del sottobosco Death mondiale. Non è ancora magari ai livelli di mostri sacri del genere o gruppi più giovani che hanno però bruciato le tappe a grandi velocità (e dopo quasi 15 anni di carriera il dubbio che a quel livello sia difficile arrivarci c'è), resta però comunque il fatto che il quintetto americano fino ad ora non ha mai deluso, forte anche di un grande affiatamento della formazione (i cinque sono al secondo album assieme, mentre Mallika, il chitarrista Jeremy Henry ed il batterista Jay Blaisdell son qui dalla fondazione). In conclusione: brutale quanto serve per piacere agli amanti del Death più diretto, dalla tecnica eccelsa da poter piacere ai fans del Technical Death tanto in voga in questi ultimi anni: "Sociopathic Constructs" degli Abnormality è un album che saprà accontentare tutti.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Alcune cose non funzionano a dovere nel debut di Christopher Vizcarra
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli Overt Enemy ed il loro amore per gli Slayer
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Bentornati Saint Deamon!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Groove metal dal tocco alternativo e settantiano per i promettenti Wolfskull
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Wings Of Destiny, un lavoro vario a cui manca un filo conduttore a collegare la tracklist
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I pionieri del thrash/groove tornano in pista dopo ventisette anni con un album colossale
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Il primo lavoro degli Helhesten supera l'esame
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Driving Force, dedizione tanta, sostanza un po' meno
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Esordio per i Song Of Anhubis: quando il non investire ha le sue conseguenze!
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dialith, non la solita female fronted symphonic metal band!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Kairos: classico heavy metal dalla Svezia
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Troppo generici e standard i nostrani Bonded By Hate
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla