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Sesto album per gli October Tide, che si confermano come una garanzia assoluta nel loro genere Sesto album per gli October Tide, che si confermano come una garanzia assoluta nel loro genere

Sesto album per gli October Tide, che si confermano come una garanzia assoluta nel loro genere

recensioni

titolo
In Splendor Below
etichetta
Agonia Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Melodic Doom/Death Metal 

SIMILAR ARTISTS: (early) Katatonial Swallow the Sun, Novembers Doom, Daylight Dies 

LINE UP: 
Alexander Högbom - vocals 
Fredrik "North" Norrman - guitars 
Mattias "Kryptan" Norrman - guitars 
Johan Jönsegård - bass 
Jonas Sköld - drums 

TRACKLIST: 
1. I, the Polluter [04:58] 
2. We Died in October [05:08] 
3. Ögoblick Av Nåd [04:55] 
4. Stars Starve Me [06:23] 
5. Our Famine [04:57] 
6. Guide my Pulse [05:15] 
7. Seconds [07:11] 
8. Envy of the Moon [06:37] 

Running time: 45:24 

opinioni autore

 
Sesto album per gli October Tide, che si confermano come una garanzia assoluta nel loro genere 2019-05-17 16:54:50 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    17 Mag, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

A tre anni di distanza dal buon "Winged Waltz" tornano quelli che per molti sono al giorno d'oggi la miglior band in ambito Doom/Death in circolazione, gli svedesi October Tide dei fratelli Fredrik e Mattias Norrman. Rispetto al precedente lavoro ci sono diverse novità da segnalare in primis: anzitutto in formazione, con il passaggio di Mattias Norrman dal basso alla chitarra e con l'entrata di una nuova sezione ritmica composta dai due membri dei Letters from the Colony Johan Jönsegård e Jonas Sköld; ma anche sul piano del sound "In Splendor Below" si discosta leggermente dal "Winged Waltz", accentuandone le differenze con i precedenti lavori con quella vena Progressive che prendeva il sopravvento nel disco di tre anni fa, ma allo stesso tempo riportando in auge le atmosfere malinconiche e la vena melodica del passato. Il risultato di tutto questo è un disco che risulta essere un ulteriore ed ottimo upgrade per il quintetto svedese, capace di unire perfettamente quello che è il percorso intrapreso negli ultimi anni riprendendo però dal passato ciò che li ha resi famosi. Pezzi come l'opener "I, the Polluter", "Stars Starve Me" e le bellissima "We Died in October" ed "Our Famine" sono i perfetti esempi di come gli October Tide siano riusciti in questa loro sesta fatica a trovare una nuova quadratura del cerchio, pur conservando del tutto i tratti del precedente lavoro in "Ögoblick Av Nåd". Da sempre protagoniste indiscusse nelle sonorità degli October Tide, in questo lavoro le chitarre sembrano quasi brillare di luce propria, quasi certamente grazie all'affiatamento dei fratelli Norrman, con il passaggio di Mattias dal basso alla sei corde che è sembrato giovare alla band, così come l'entrata di due musicisti provenienti da una band Progressive Metal come Jönsegård e Sköld; e per completezza va detto che Alexander Högbom sembra dare il meglio di sé con gli October Tide piuttosto che con i Demonical (per quanto buonissima sia stata la sua prova su "Chaos Manifesto" ed ottimo sia stato l'album).
Per quanto mi riguarda, il termine di paragone degli October Tide va fatto con due album: il sontuoso debutto "Rain Without End" ed il meraviglioso "Tunnel of No Light". "In Splendor Below" arriva ai livelli di queste due uscite passate? A mio avviso no, ma è anche vero che è compito estremamente arduo. Questa sesta release in casa October Tide è però un notevole passo avanti rispetto a "Winged Waltz", album che aveva diviso anche gli stessi fans della band. Guidati dalla mano di Fredrik Norrman e a dieci anni dalla loro reunion, gli October tide si confermano come LA assoluta garanzia nel campo del Doom/Death, dimostrando come quello scettro sia ben meritato e lungi dall'esser strappato loro di mano.

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