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I Metall ed il loro heavy old-style non raggiungono la sufficienza I Metall ed il loro heavy old-style non raggiungono la sufficienza

I Metall ed il loro heavy old-style non raggiungono la sufficienza

recensioni

gruppo
titolo
"Metal fire"
etichetta
Iron Shield Records
Anno

 

TRACKLIST:

1. Metal maniacs

2. What is real

3. Master key

4. Stay for a night to pray

5. Hold the line

6. Beneath my mind

7. Easy rider

8. Metal for you

9. Easy rider (German vers.)

 

 

LINE-UP:

Joel Stieve Dawe - Vocals

Christian Beyer – Guitar

Ben - Guitar

Sven Rappoldt - Bass

Marco Thäle - Drums

opinioni autore

 
I Metall ed il loro heavy old-style non raggiungono la sufficienza 2019-05-18 10:23:46 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    18 Mag, 2019
Ultimo aggiornamento: 19 Mag, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Cosa aspettarsi da una band che si chiama “Metall”? Facile immaginare che si tratta di heavy old-style, quell’heavy metal che gente che ha passato gli “anta” da parecchio (come il sottoscritto) ha assimilato e vissuto nei mitici anni ’80. E proprio da quegli anni arrivano questi tedeschi; i Metall infatti furono fondati nel 1982, per poi cambiare nome in Headless nel 1988, finendo per sciogliersi nel 1991. Nell’agosto 2013 il membro fondatore Sven Rappoldt (noto come il proprietario dell’Halford Metal Bar di Berlino) ha riattivato la band, registrando poi nel 2017 l’album "Metalheads out" (sconosciuto al sottoscritto). A fine aprile 2019 ecco arrivare il nuovo disco, intitolato “Metal fire”, composto da 8 pezzi (cui si aggiunge la riproposizione di uno di essi, “Easy rider”, anche in lingua tedesca). Sia chiaro da subito che chi cerca originalità avrà già capito che è meglio stia lontano da lavori come questo; qui non c’è assolutamente niente che non abbiano già suonato miriadi di altri gruppi nel corso degli ultimi 35/40 anni! Originalità pari allo zero assoluto, ma un evidente amore per quelle sonorità e per quella musica che puzza di borchie e giubbotti di pelle, con la quale tutti noi true defenders siamo cresciuti e che, solo per questo, merita indubbiamente rispetto. Ma la musica dei Metall ha altri due problemi abbastanza grossi. Passi per la registrazione un po’ vintage (forse volutamente fatta così), ma il rullante della batteria grida vendetta, dato che è più simile ad un fustino del detersivo che ad uno strumento musicale. Il problema più grosso è però la voce del cantante, abbastanza “nasale” e decisamente monotona. Se le parti strumentali, specie per le chitarre, sono anche piacevoli, quando arrivano le parti cantate si volge al peggio e si fa davvero fatica ad ascoltare e riascoltare l’intero lavoro tutto d’un fiato. Probabilmente con un cantante migliore i Metall avrebbero qualche possibilità di farsi notare in positivo, perchè in fin dei conti il loro heavy old-style potrebbe anche non dispiacere, pur nei limiti di un’originalità inesistente; a questa maniera, invece, mi dispiace, ma la sufficienza è ben lontana.

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