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Gli americani Eugenic Death svolgono il compitino, ma nulla di più Gli americani Eugenic Death svolgono il compitino, ma nulla di più Hot

Gli americani Eugenic Death svolgono il compitino, ma nulla di più

recensioni

titolo
Under the Knife
etichetta
Heaven and Hell Records
Anno

Tracklist:

  • Indoctrinate
  • The Citizen Patrol
  • The Devil's Tower
  • Witching Ground
  • Hara Shiva
  • Aghori Sadhus
  • Under the Knife
Line-up:
  • Jonathan McCanless- Guitars
  • Keith Davis- Vocals
  • Geoff LaPenta- Drums

opinioni autore

 
Gli americani Eugenic Death svolgono il compitino, ma nulla di più 2019-05-19 15:52:39 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    19 Mag, 2019
Ultimo aggiornamento: 19 Mag, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ecco un'altra recensione che si annovera tra le voci fuori al coro, tanto per inimicarmi ai più. Oggi parleremo degli americani Eugenic Death e del loro secondo album intitolato "Under The Knife". Nati nel 2010 e con alle spalle una sola demo e, appunto, un solo full-length, il trio ci propone un thrash metal feroce e potente totalmente votato ai Testament e agli Exodus odierni (quelli in "Shovel Headed Kill Machine per intenderci"). Insomma, nulla che non si possa trovare in un milione di altre band del genere. Da qui la voce fuori dal coro con cui ho esordito in questa recensione.
Sia chiaro, l'album spacca davvero, con ottimi riff -seppur molto ruffiani e dal pattern semplice ma funzionante- e un approccio diretto e serrato come ogni buon album thrash anni 80-90 vuole. Però, c'è un però: tutte le tracce hanno quel sapore del "già sentito" che proprio non riesco a togliermi dalla testa e non capisco come altri commenti abbiano dato voti così esageratamente alti ad un lavoro sì valido, ma che, sinceramente, si perde nel mare delle migliaia di dischi già presenti sul mercato.
Onestamente un po' di noia questo "Under The Knife" me l'ha fatta venire, vuoi per la leggera ripetitività delle tracce, vuoi per la voce non esattamente entusiasmante seppur non cattiva, vuoi anche per la poca originalità... insomma, per farla breve: è un album di cui si poteva fare anche a meno, soprattutto se consideriamo il genere proposto che come ben sappiamo è piuttosto saturo e richiede non poca inventiva ed originalità per emergere.
Tutto sommato il disco procede bene e ci mostra un trio ben amalgamato e competente e un ascolto lo merita ad occhi chiusi. Ma nulla di più: un onesto sei politico -bocciare la band sarebbe da pazzi onestamente-.

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