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Uno dei pochi gruppi italiani che non ha bisogno di presentazioni: quinto album per i Fleshgod Apocalypse Uno dei pochi gruppi italiani che non ha bisogno di presentazioni: quinto album per i Fleshgod Apocalypse Hot

Uno dei pochi gruppi italiani che non ha bisogno di presentazioni: quinto album per i Fleshgod Apocalypse

recensioni

titolo
Veleno
etichetta
Nuclear Blast
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Symphonic/Technical Death Metal 

SIMILAR ARTISTS: Septicflesh, Hour of Penance, Carach Angren, Nile, Morbid Angel 

RECORDING LINE UP: 
Francesco Paoli - vocals, guitars, drums 
Paolo Rossi - bass, clean vocals 
Francesco Ferrini - piano, orchestrations 
Veronica Bordacchini - soprano vocals 

LIVE LINE UP: 
Francesco Paoli - vocals, guitars 
Fabio Bartoletti - guitars 
Paolo Rossi - bass, clean vocals 
Francesco Ferrini - piano, orchestrations 
Veronica Bordacchini - soprano vocals 
David Folchitto - drums 

TRACKLIST: 
1. Fury [04:38] 
2. Carnivorous Lamb [04:39] 
3. Sugar [04:17] 
4. The Praying Mantis' Strategy [01:04] 
5. Monnalisa [05:24] 
6. Worship and Forget [04:32] 
7. Absinthe [06:09] 
8. Pissing on the Score [04:29] 
9. The Day We'll Be Gone [05:57] 
10. Embrace the Oblivion [07:49] 
11. Veleno [02:41] 

Running time: 51:39 

opinioni autore

 
Uno dei pochi gruppi italiani che non ha bisogno di presentazioni: quinto album per i Fleshgod Apocalypse 2019-05-23 17:48:06 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Mag, 2019
Ultimo aggiornamento: 23 Mag, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono passati ben dieci anni da quando i Fleshgod Apocalypse irruppero sul mercato con il debut album "Oracles", album che insieme al seguente EP "Mafia" rappresentava una nuova vetta per il Technical Death Metal made in Italy, grazie anche a fugaci inserti neoclassici (fugaci per allora) che gettarono le basi per quello che la band perugina sarebbe diventata da "Agony" in poi, con l'unione perfetta tra un Death Metal rude seppur immensamente tecnico, i cui richiami sin da subito son da ricercare soprattutto in Morbid Angel e Nile, ed una fortissima componente orchestrale, con la volontà di dare a quest'ultima un ruolo di maggior rilievo come nei Septicflesh o, paragone più che necessario, Dimmu Borgir. Una scelta che ha di certo pagato, essendo l'act umbro diventato col tempo uno dei colossi della scena italiana (con Lacuna Coil e i duemila Rhapsody), oltre che una delle bands più in vista in assoluto, con tour in tutto il mondo e partecipazione ai maggiori festival in giro per il Globo.
Dieci anni da "Oracles", dicevamo, ma anche tre da quella perla che è stato "King": i Fleshgod Apocalypse tornano con il loro quinto album (quarto su Nuclear Blast); "Veleno" ci presenta i Fleshgod Apocalypse profondamente cambiati, in primis nella formazione: con l'uscita di Tommaso Riccardi, il drummer Francesco Paoli torna ad occupare il ruolo originario di cantante/chitarrista che aveva agli esordi, registrando per quest'album comunque anche le parti di batteria; ai loro posti troviamo gli inossidabili Paolo Rossi al basso (e clean vocals) e Francesco Ferrini al piano ed alle orchestrazioni, così come il soprano Veronica Bordacchini, sempre più valore aggiunto al combo. Ma anche sul piano stilistico i Fleshgod hanno cercato questa volta di darsi un'occhiata più indietro, verso gli esordi: pur restando estremamente centrale il lavoro orchestrale (Ferrini si dimostra ancora una garanzia), il lato prettamente Death della band risulta essere più quadrato e feroce, andando a richiamare spesso quell'"Oracles" già menzionato ad inizio recensione. Un giusto mix in cui troviamo brani più pomposi come "Monnalisa" o "Absinthe" o più frenetici come l'opener "Fury", fino alla feroce cattiveria di "Pissing on the Score", brano che sì, sembra uscito dritto dagli esordi della band (cui segue, a "calmare" le acque la malinconica "The Day We'll Be Gone", i cui protagonisti sono la voce della Bordacchini ed il piano e le orchestrazioni di Ferrini), arrivando infine a sorprendere del tutto come nel singolo "Carnivorous Lamb", il cui incipit arioso accompagnato da delle cornamuse (suppongo sia questo il brano che vede ospite Maurizio dei Folkstone), porta dritti ad uno dei pezzi più tosti dell'intero disco. "Carnivorous Lamb" che è anche il perfetto esempio, insieme a "Sugar", di come i Fleshgod siano specialisti assoluti nello scrivere ritornelli: difficilmente ne sbagliano uno e quello del singolo è destinato a restare impresso come già in passato "The Violation", "In Aeternum" e "Cold as Perfection".
Accompagnato nella sua versione digipack dal Blue-Ray del live a Perugia, "Veleno" è l'ennesima conferma del perché i Fleshgod Apocalypse siano ad oggi nell'Olimpo della scena Metal estrema. Come se ce ne fosse ancora bisogno, poi. Si può pensare che in sede di arrangiamento i Fleshgod abbiano trovato la loro perfetta comfort zone, visto che la forma-canzone può a volte richiamare brani del passato, ma i tre artisti perugini sanno come sovvertire questo pensiero e le canzoni che compongono "Veleno" ("Carnivorous Lamb", Pissing on the Score", "The Day We'll Be Gone"...) sono qui a dimostrarlo. "Veleno" sarà amato dai fans della band, farà storcere il naso i più puristi del genere... tutto nella norma insomma, ma ciò non toglie che, oggettivamente, è l'ennesimo gran colpo messo a segno da una band che è ormai un pilastro portante della scena Metal italiana.

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