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Un sound più thrashy rispetto al passato, ma la proposta degli Ulvedharr rimane sempre qualitativamente ottima Un sound più thrashy rispetto al passato, ma la proposta degli Ulvedharr rimane sempre qualitativamente ottima Hot

Un sound più thrashy rispetto al passato, ma la proposta degli Ulvedharr rimane sempre qualitativamente ottima

recensioni

gruppo
titolo
World of Chaos
etichetta
Scarlet Records
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Death/Thrash Metal 

FFO: Entombed A.D., Vader, Unleashed, Dissection 

LINE UP: 
Ark Nattlig Ulv - vocals, guitars 
Giuseppe "Jack" Ciurlia - guitars 
Markus Ener - bass 
Mike Bald - drums 

GUEST: 
L-G Petrov (Entombed A.D.) on track 2 

TRACKLIST: 
1. What Have We Done? [04:52] 
2. Death Stare [04:53] 
3. Cold War [04:31] 
4. World of Chaos [04:25] 
5. Fire in the Hole [04:04] 
6. Chemical Wind Imbalance [02:19] 
7. Fallout [04:11] 
8. Silent Beholder [03:43] 
9. Pull the trigger [03:51] 
10. Vision of Chaos [03:04] 

Running time: 39:53 

opinioni autore

 
Un sound più thrashy rispetto al passato, ma la proposta degli Ulvedharr rimane sempre qualitativamente ottima 2019-05-24 16:30:38 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    24 Mag, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il 2019 è un anno che rappresenta un punto di svolta per i lombardi Ulvedharr. Arrivato con questo "World of Chaos" al quarto album - secondo per Scarlet Records -, il quartetto di Clusone (BG) ha deciso di dare una rinfrescata alla propria proposta con pochi ma significativi cambi. in primis per quanto riguarda il sound: l'anima old school Swedish Death è sempre lì presente, con l'influenza di Entombed/Entombed A.D. ed Unleashed come marchio di fabbrica dei Nostri, ma scorrendo la tracklist di "World of Chaos" ci si rende conto di come, rispetto al passato anche recente, l'approccio degli Ulvedharr si sia fatto maggiormente thrashy e come, nonostante la tagliente ferocia che li contraddistingue ci sia sempre, si abbia un maggiore groove rispetto i lavori precedenti. Ma è anche sul piano delle tematiche che troviamo una sostanziale novità, con gli Ulvedharr che questa volta abbandonano gli argomenti storici a vantaggio di un concept moderno, con una visione dell'esistenza umana controllata dalle leggi del caos, in una spirale di paranoia ed autodistruzione. Sul piano prettamente musicale, "World of Chaos" è un susseguirsi tra il classico old school Death (con anche riff derivati dal Black di matrice svedese) a cui gli Ulvedharr ci hanno abituato e momenti in cui, come detto, il nuovo approccio della band li porta più verso i lidi del Thrash Metal: caso evidente di quest'ultimo è senza dubbio la massiccia title-track, pezzo che probabilmente più degli altri contenuti in quest'album saprà smuovere il pubblico in sede live. I Nostri riescono, insomma, a dare una maggiore varietà alla loro proposta, riuscendo nell'intento di non rimanere eccessivamente ancorati a quelle che erano le sonorità cui ci avevano abituati con i tre ottimi album precedenti. Al secondo album con la stessa formazione, gli Ulvedharr dimostrano come ci sia una perfetta sintonia tra i quattro musicisti, soprattutto, a mio avviso, per quanto concerne l'intrico chitarristico di Ark e "Jack" Ciurlia (fantastico il loor lavoro in pezzi come "Fire in the Hole" o l'opener "What Have We Done?").
Che sia solo un passaggio di percorso o una vera e propria nuova via questa degli Ulvedharr solo il tempo ce lo dirà. Le poche differenze che possiamo notare in "World of Chaos" rappresentano una piacevole novità per una band che già in passato ha dimostrato di poter essere considerata tra le più interessanti del sottobosco estremo nostrano. Se poi gli Ulvedharr ci regalano la sorpresa di un'ospitata di niente meno che L-G- Petrov, non si può non promuovere in toto questa loro quarta fatica.

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