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SAINT VITUS: party notturno in obitorio SAINT VITUS: party notturno in obitorio

SAINT VITUS: party notturno in obitorio

recensioni

titolo
Saint Vitus
etichetta
Season Of Mist
Anno

LINE UP:

Dave Chandler: guitar

Henry Vasquez: drums

Scott Reagers: vocals

Pat Bruders: bass

 

TRACKLIST:

1. Remains (6:23)

2. A Prelude to... (3:20)

3. Bloodshed (3:04)

4. 12 Years In The Tomb (5:24)

5. Wormhole (5:22)

6. Hour Glass (5:23)

7. City Park (4:01)

8. Last Breath (6:38)

9. Useless (1:32)

 

opinioni autore

 
SAINT VITUS: party notturno in obitorio 2019-05-25 15:26:04 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
5.0
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    25 Mag, 2019
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Los Angeles, California, U.S.A., 1978: Scott Reagers (vocals), Dave Chandler (guitars), Mark Adams (bass), and Armando Acosta (drums) scoprono di avere qualcosa di pesante in comune: nelle loro vene scorrono i Black Sabbath!
Pensano bene, quindi, di aggregarsi per dare alle tenebre il monicker “Tyrant”, poi modificato nel 1981 in Saint Vitus.

E doom metal fu!
Gente dal sangue nero come la pece e come il loro sound, perfetto per un party notturno in obitorio!
Sangue che permetterà al defezionario Scott “Wino” Weinrich di formare i mitici Possessed nel 1986 e che scorrerà come linfa mortale fino al 1995, anno dello smembramento temporaneo della band.
Ma si sa, il nero veleno scorre e, prima o poi, si rimaterializza quando e dove meno te lo aspetti e, come pianta venefica, nel 2007 i quattro doomsters si rifanno “vivi” spandendo il loro suono cupo e tetro in ogni dove.
Addirittura, nel 2012 torna il redivivo Wino a porre al servizio della decadente causa le proprie corde vocali, fino a che non potrà rifiutare il gentile invito della galere norvegesi ad esser loro (s)gradito ospite nel 2014.
Poche bands sono state sempre fedeli a sé stesse ed alla linea (rimanendo rigorosamente di nicchia, d’essai) come i Saint Vitus (mi sovvengono i Manilla Road, gli Hawaii) portanto avanti imperterriti il loro dark job!
Sono il gruppo musicale che ogni agenzia di pompe funebri vorrebbe ingaggiare a tempo pieno (..in eterno…) per rallegrare la propria premiata ditta da cui nessun cliente è mai tornato indietro a lamentarsi.
Da sempre, le inconfondibili accelerazioni di cui infarciscono i loro brani soffocanti come le spire di un boa constrictor, ricordano il ballo di San Vito tanto caro ai tenebrosi ed oscurantistici tempi medievali (anche se sappiamo benissimo che si tratta di un falso mito, un luogo comune che dimentica di quali fioriture è stata capace quella tanto bistrattata era in tutti i settori dell’umano sapere).
Per il resto, arduo si rivela il dover selezionare uno o più pezzi tra i 9 che compongono il funereo cd: in realtà, dovreste immaginare di dover scegliere quale sia la lapide più bella in un ruvido campo cimiteriale. Ovviamente, con vista dal basso…
Max “Thunder” Giangregorio


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