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Un debutto molto interessante ma anche decisamente ostico per i Warforged Un debutto molto interessante ma anche decisamente ostico per i Warforged Hot

Un debutto molto interessante ma anche decisamente ostico per i Warforged

recensioni

gruppo
titolo
I: Voice
etichetta
The Artisan Era
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Progressive/Blackened Death Metal 

FFO: The Faceless, Fallujah, Deathspell Omega, Portal 

LINE UP:
Adrian Perez - vocals, piano
Jace Kiburz - guitars
Max Damske - guitars
Alex Damske - bass
Jason Nitts - drums 

GUESTS:
Dallas Toler-Wade - vocals (Narcotic Wasteland, ex-Nile)
Poh Hock - guitars (Native Construct, Replacire)
Christian Münzner  - guitars (Alkaloid, ex-Obscura)
Dan Gargiulo - guitars (Artificial Brain, Revocation)
Danny Rodriguez - vocals (Through The Eyes Of The Dead, Roman Ring)
Navene Koperweis - guitars (Entheos, Fleshwrought)
Eddie Limperis - vocals (Barren Heir)
Stevie Boiser - vocals (Tethys, Equipoise)
Kevin Hufnagel- guitars (Gorguts, Dysrhythmia)
Austin Peters - guitar (Outrun The Sunlight)
Will Smith - vocals (Artificial Brain)
Tymon Kruidenier - guitars (Our Oceans, ex-Exivious, ex-Cynic)
Craig Bruenger - upright bass (Ahtme)
Nate Madden - guitars (Immortal Bird, Roman Ring) 

TRACKLIST: 
1. We've Been Here Before [06:22] 
2. Beneath the Forest Floor [07:56] 
3. Cellar [08:40] 
4. Nightfall Came [06:32] 
5. Voice [06:14] 
6. Eat Them While They Sleep [06:08] 
7. Willow [09:29] 
8. Old Friend [12:18] 
9. The Color of my Memory [09:19] 

Running time: 1:12:58 

opinioni autore

 
Un debutto molto interessante ma anche decisamente ostico per i Warforged 2019-05-26 13:44:59 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    26 Mag, 2019
Ultimo aggiornamento: 26 Mag, 2019
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Dopo un demo, un EP ed un singolo uscito negli scorsi anni, arrivano a pubblicare l'album di debutto gli statunitensi Warforged, altra freccia nella faretra della sempre più crescente The Artisan Era. Il quintetto di Chicago si presenta al grande pubblico con un album che riesce ad unire una buona dose di tecnica con grandi atmosfere cupe e, talvolta, quasi claustrofobiche; il sound dei Nostri, infatti, intinge in primis dal Death tecnico più moderno - non a caso son citati come influenze gruppi come The Faceless e Fallujah -, ma anche dal Black atmosferico ed avanguardista dei Deathspell Omega e l'ossessiva cupezza dei Portal. Un mix che risulta estremamente affascinante e che trova spesso spunti molto interessanti, come ad esempio nell'ottima "Beneath the Forest Floor", la cui parte centrale è semplicemente da urlo. Ma non è solo la seconda traccia dell'album a tenere accesa l'attenzione dell'ascoltatore: scorrendo la tracklist di "I: Voice" si resta colpiti dalla capacità dei Warforged di unire in maniera così fluida le anime che compongono le loro sonorità. Ed ampliando per un attimo il discorso, colpisce anche la lunga sfilza di ospiti presenti in questo loro debutto, tra cui spiccano nomi come l'ex-Nile Dallas Toler-Wade, il chitarrista dei Replacire Poh Hock, il chitarrista degli Alkaloid ed ex-Obscura Christian Münzner, Dan Gargiulo dei Revocation, Kevin Hufnagel dei Gorguts e l'ex-Cynic Tymon Kruidenier (tutti gli altri nomi nelle note informative in alto). Tornando a "I: Voice", per quanto intrigante, affascinante, il debutto dei Warforged è anche un disco estremamente ostico: la durata dei brani non scende mai sotto i sei minuti, arrivando a superare i dodici con "Old Friend", e ciò comporta una durata totale dell'album che sfiora l'ora e un quarto; e questo si rivela un'arma a doppio taglio per i Warforged, perché se da un lato riescono a dare sfogo alla loro grandiosa tecnica e, soprattutto, alla loro innegabile capacità di scrittura, dall'altro abbiamo un lavoro che per molti potrà risultare eccessivamente prolisso, con molti punti che sarebbero potuti essere maggiormente snelliti per facilitare la fruibilità dell'opera. Il punto è che, però, anche questo fa parte del fascino della band di Chicago e quindi va preso il tutto così com'è.
Tirando le somme, "I: Voice" è un album non proprio per tutti: a nostro avviso è necessaria una certa predisposizione per riuscire a goderne di ogni singola nota di questa lunga opera targata Warforged; cogliere ogni sfumatura, lasciarsi ammaliare dalle atmosfere e sorprendere dai cambi che la band apporta in grande quantità anche all'interno solo di uno stesso brano è quasi una sfida. Ma come detto, il debutto dei Warforged è un disco sì interessante, ma anche decisamente ostico: a voi la scelta

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