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Quarta release per uno dei gruppi più estremi in circolazione: i Full of Hell Quarta release per uno dei gruppi più estremi in circolazione: i Full of Hell Hot

Quarta release per uno dei gruppi più estremi in circolazione: i Full of Hell

recensioni

titolo
Weeping Choir
etichetta
Relapse Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Grindcore/Death Metal/Powernoise 

SIMILAR ARTISTS: Nails, Anaal Nathrakh, Napalm Death, Rotten Sound 

LINE UP: 
Dylan Walker - vocals, electronics, noise 
Spencer Hazard - guitars, noise 
Sam DiGristine - bass, backing vocals 
Dave Bland - drums 

TRACKLIST: 
1. Burning Myrrh [02:12] 
2. Haunted Arches [01:07] 
3. Thundering Hammers [01:54] 
4. Rainbow Coil [03:08] 
5. Aria Jeweled Tears [01:28] 
6. Downward [01:35] 
7. Armory of Obsidian Glass [06:55] 
8. Silmaril [01:14] 
9. Angels Gather Here [02:40] 
10. Ygramul the Many [01:31] 
11. Cellar of Doors [01.03] 

Running time: 24:47 

opinioni autore

 
Quarta release per uno dei gruppi più estremi in circolazione: i Full of Hell 2019-05-26 14:38:09 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    26 Mag, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quarto album in casa Full of Hell, che con questo "Weeping Choir" segnano il proprio debutto su Relapse Records. Arrivato a due anni di distanza da Trumpeting Ecstasy", con questa nuova fatica la band statunitense prosegue nel suo processo di evoluzione: partiti con un sound fortemente influenzato da Hardcore e Powerviolence, i Nostri nel corso degli anni hanno man mano inserito nuovi elementi di uscita in uscita, partendo da un violentissimo Grindcore, fino ad arrivare alle sperimentazioni pure con Industrial ed elettronica, portando la band di Ocean City ad essere considerata una delle maggiori realtà del sottobosco estremo mondiale. La rabbiosa carica dei Full of Hate si riversa a piene mani nei 25 minuti scarsi di "Weepeing Choir", album che sembra scritto appositamente per non lasciare prigionieri sul campo, tra sfuriate Grindcore ("Burning Myrrh", "Haunted Arches", "Silmaril") e stranianti fraseggi Industrial/Noise ("Rainbow Coil") - Nails ed Anaal Nathrakh risultano essere da subito accostamenti quasi retorici -, fino ad arrivare a pesanti rallentamenti Death Metal: la lunga "Armory of Obsidian Glass" ne è l'esempio più lampante. E se con "Silmaril" abbiamo un pezzo che non concede spazio a nessun'altra influenza che non sia uno spietato Grindcore, con la seguente "Angels Gather Here" troviamo i Full of Hell nel pieno delle loro sperimentazioni sonore, con un brano che si spinge verso l'elettronica più estrema.
"Weepeing Choir" è la naturale evoluzione per una band come i Full of Hell, che da sempre non si fossilizza su di una particolare scelta stilistica, ma che anzi col passare del tempo va sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e sempre più straniante. Ed è questo, con ogni probabilità, il punto di forza del quartetto statunitense: non si sa mai cosa bisogna aspettarsi da loro.

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