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Belzebubs: da un semplice fumetto ad una band davvero interessante Belzebubs: da un semplice fumetto ad una band davvero interessante Hot

Belzebubs: da un semplice fumetto ad una band davvero interessante

recensioni

gruppo
titolo
Pantheon of the Nightside Gods
etichetta
Century Media Records
Anno

Tracklist:

  • 01. Cathedrals of Mourning (6:19)
  • 02. The Faustian Alchemist (4:15)
  • 03. Blackened Call (3:45)
  • 04. Acheron (7:32)
  • 05. Nam Gloria Lucifer (4:29)
  • 06. The Crowned Daughters (5:11)
  • 07. Dark Mother (9:16)
  • 08. The Werewolf Bride (4:09)
  • 09. Pantheon of the Nightside Gods (8:55)
  • 10. Nuns in the Purgatory (3:15)
  • 11. Maleficarum - The Veil of the Moon Queen, Pt. I (4:39)

Line-up:

  • HUBBATH (Vocals, Bass)
  • OBESYX (Lead Guitars)
  • SLØTH (Guitars, Vocals)
  • SAMAËL (Drums)

opinioni autore

 
Belzebubs: da un semplice fumetto ad una band davvero interessante 2019-05-26 14:47:17 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    26 Mag, 2019
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Siamo già abituati a band virtuali che esistono sotto forma di cartone animato (vedasi Gorillaz e Dethklok), perciò l'argomento di oggi non sarà nuovo per molti di voi, ma vi assicuro che merita la sua attenzione. Correva l'anno 2015 e J. P. Ahonen, illustratore e fumettista finlandese, iniziò a creare la sua webcomic intitolata "Belzebubs": divertentissimo fumetto che vede come protagonisti quattro membri di una famiglia di blacksters che, tra metal estremo, satanismo e cliché vari del genere, è sempre in preda a rocambolesche avventure.
Quattro anni dopo la Century Media Records fa sapere al pubblico che avrebbe prodotto il primo disco della band e, quasi come un fulmine a ciel sereno, “Pantheon of the Nightside Gods” ha preso finalmente vita. Ultima nota prima di iniziare: non si sa chi ci sia agli strumenti. Rumors dicono possa nascondersi Niilo Sevänen degli Insomnium -e in effetti la voce sembra proprio la sua, come pure lo stile delle tracce-, ma nulla di confermato.

Come avrete sicuramente immaginato, il genere proposto non poteva che essere il black metal. Anzi, a dirla tutta si tratta di un melodic death totalmente imbevuto di black metal per un totale di nove tracce e circa una cinquantina di minuti di sonore sfuriate. Ad aprirci le danze è la malinconica intro di "Cathedrals of Mourning" che fin da subito non lascia spazio ai fronzoli per partire, invece, a mille: fredda, glaciale e micidiale, la traccia di apertura non batte ciglio e ci regala un brano solido e compatto, totalmente votato al black sinfonico di Emperor, Cradle of Filth e Dimmu Borgir. Ottima la performance canora che, e lo ripeterò fino alla morte, ricorda fin troppo Niilo Sevänen: è sicuramente suo quel growl così cavernoso e potente, ascoltare per credere. Si prosegue con la mia traccia preferita di cui, tra l'altro, è disponibile un video su YouTube, "Blackened Call": la migliore riuscita di questo "Pantheon of the Nightside Gods", con il suo riff che ricorda molto "I Am The Black Wizards" degli Emperor e lo splendido intreccio delle chitarre che dà quel forte tocco di melodic death finlandese.
Ma non è tutto oro quello che luccica. Sono due le pecche di "Pantheon of the Nightside Gods": il risultare prolisso alla lunga e il senso di "già sentito" che pervade le tracce una dopo l'altra. Per quanto riguarda il primo punto c'è poco da dire: lo stile proposto dai Belzebubs può risultare noioso dopo svariati ascolti, soprattutto per quelle lunghe parti melodiche e le ultime due tracce strumentali "Nuns in the Purgatory" e "Maleficarum - The Veil of the Moon Queen, Pt. I" che non aggiungono nulla se non ulteriore noia. Skippate ogni volta.
Sul secondo punto, invece, mi aggancio a quanto ho detto nell'introduzione riguardo Niilo Sevänen . Non riesco proprio a togliermi dalla testa gli Insomnium ogni volta che ascolto "Pantheon of the Nightside Gods": è un continuo -e mi verrebbe quasi da dire palese- richiamo a "In The Halls of Awaiting". Sembra che i Belzebubs vogliano riproporre il lavoro degli Insomnium in chiave black; da qui il fatto che tutto il lavoro è pervaso da quel senso di "già sentito".

In definitiva il progetto è riuscito piuttosto bene con i suoi alti e bassi. Un simpatico ed interessante lavoro per chi ama il black ed il melodic death con il suo alone di mistero dietro.

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