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Il quarto album dei nostrani Engine Driven Cultivators non convince Il quarto album dei nostrani Engine Driven Cultivators non convince Hot

Il quarto album dei nostrani Engine Driven Cultivators non convince

recensioni

titolo
Insert Coin
etichetta
Punishment 18 Records
Anno

Tracklist:

  • Throne of the Slapsticks
  • B.O.P.E
  • Eschaton
  • Red Striped Police
  • Purge the Greed of Fear
  • Stop that Gorilla
  • Dual Strike
  • Toxic Protocol
  • Leap Out
  • Skids and Brew
Line-up:
  • Adriano Angeli: chitarra
  • Alessandro Giorgi: voce
  • Daniele Ricci: chitarra
  • Jacopo Bassi: batteria
  • Mattia Tibuzzi: basso

opinioni autore

 
Il quarto album dei nostrani Engine Driven Cultivators non convince 2019-05-26 15:27:21 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    26 Mag, 2019
Ultimo aggiornamento: 26 Mag, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono passati ben 17 anni da quando i nostrani Engine Driven Cultivators vennero fondati. Da allora la proposta è sempre stata una ed una sola: menare forte con del buon vecchio thrash metal ottantiano. Oggi la band laziale torna con il quarto album dopo 8 anni, "Insert Coin".
Ebbene, confesso fin da subito -cercherò di essere diretto e conciso- che mi sarei aspettato qualcosa di più, non il solito album che propone la stessa roba trita e ritrita, soprattutto dopo quasi dieci anni di inattività. Non fraintendetemi ragazzi con quanto appena detto: gli Engine ci sanno fare davvero e tirano fuori delle cannonate quando vogliono ("Red Stripped Police", la furiosa "Stop That Gorilla" e la simpatica "Dual Strike che inizia e finisce con il verso di Bud Spencer in "Altrimenti ci Arrabbiamo"). Il problema è che tutto sa troppo di "già sentito". Amo il thrash e sono cresciuto con esso, ma bisogna riconoscere che è facile perdersi nella miriade di album del genere già presenti sul mercato e gli Engine hanno questo difetto. Dopo otto anni mi aspetto qualcosa di fresco e genuino e non un lavoro di cui si poteva fare tranquillamente a meno. E non voglio nemmeno soffermarmi sul lavoro di post produzione non eccellente -forse per dare quel tocco di anni '80 in più? Chi lo sa- soprattutto per quanto riguarda i volumi e la pulizia del suono. Da questo punto di vista c'è stato un calo rispetto al passato.
Infine, nota dolente che,a mio avviso, penalizza da sempre il quintetto laziale, è la voce di Alessandro Giorgi: piatta, inespressiva e inadatta al genere perché riesce a smorzare clamorosamente la furia e la violenza delle tracce -io cercherei un tipo di cantato alla Bobby "Blitz" Ellsworth (Overkill) o alla Steve "Zetro" Souza (Exodus)-.
Un vero peccato per questo "Insert Coin" che posso tranquillamente definire un album di cui si poteva fare a meno. Un ascolto lo consiglio comunque, dato che tracce valide (quelle sopra citate) ce ne sono; ma nulla di più. Consiglio di rivedere la formula proposta. In bocca al lupo!

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